Sparviere

Sparviere Accipiter nisus (Linnaeus, 1758)
Phylum:
Chordata
Classe:
Aves
Ordine:
Falconiformes
Famiglia:
Accipitridae
Località di provenienza: Posillipo, Napoli, Campania, Italia
Collezione:
Mario Schettino
N. Catalogo: Z4672

Sparviere Accipiter nisus N. Catalogo Z4672

Sparviere Accipiter nisus Z4672

Esemplare naturalizzato (lunghezza 43 cm) di femmina di sparviere Accipiter nisus, catturato sulla collina di Posillipo a Napoli il 13 dicembre 1905. Il reperto appartiene alla prestigiosa Collezione “Mario Schettino“, una delle più belle raccolte ornitologiche d’Italia, realizzata da Mario Schettino tra il 1901 ed il 1937 e donata nel 1937 al Museo Zoologico.
Lo sparviere è un piccolo rapace della famiglia degli accipitridi dal corpo snello, testa piccola, becco adunco, tarsi alti e sottili con dita munite di forti unghie; ha ali piccole e arrotondate, azionate da potenti muscoli pettorali, grazie ai quali sfreccia nell’aria. È uno dei rapaci più agili grazie alla struttura alare ed alla lunga coda che gli consentono di spostarsi con grande rapidità fin dall’inizio dell’inseguimento. In volo alterna numerosi rapidi battiti d’ala con una breve planata e talvolta volteggia. Non vola a grandi altezze durante la caccia e riesce a raggiungere la preda in un tempo molto breve.
Analogamente a quanto evidenziato per molte altre specie di rapaci diurni, anche in questa specie le differenze di dimensioni tra i maschi e le femmine sono decisamente a favore delle femmine oltre che di piumaggio, che presentano anche differenze di piumaggio (dimorfismo sessuale).
Diffuso in quasi tutta Europa ed in Asia centrale, alle nostre latitudini è stanziale; in autunno giungono dal nord Europa un buon numero di soggetti migranti. Vive nei boschi, ma è ormai piuttosto comune anche nei centri abitati. Attualmente per la specie si stimano da duemila a quattromila coppie, in espansione. Diversi fattori hanno permesso un aumento dell’areale di distribuzione dello sparviere, dall’abbandono di aree precedentemente coltivate, alla maggiore tutela accordata ai rapaci, che ha permesso alla specie di utilizzare ambienti antropizzati, sfruttando le abbondanti risorse trofiche degli insediamenti urbani, rappresentate da specie di Uccelli antropofili quali i merli, i passeri.
Si riproduce in primavera-estate, periodo durante il quale sfrutta le correnti ascensionali per compiere tipici voli veleggiati (caratterizzati da vertiginose picchiate con successive brusche risalite ad ali spalancate) per “marcare” il proprio territorio.
Entrambi i genitori provvedono alla costruzione del nido utilizzando rametti per la parte esterna e piume per foderarlo. La femmina cova da sola, mentre entrambi i genitori si preoccupano di nutrire i piccoli.
La specie preda durante il volo e caccia prevalentemente uccelli e piccoli mammiferi sorprendendo la preda, sulla quale si lancia con notevole velocità.

Merlo Turdus merula Napoli, Campania, Italia Z5185

Merlo (Turdus merula) Napoli, Z5185

Merlo Turdus merula Napoli, Campania, Italia Z5189

Merlo (Turdus merula) Napoli, Z5189

Passero solitario Monticola solitarius Z5170

Passero solitario (Monticola solitarius), Napoli Z5170

Bibliografia:
BRICHETTI P., CAMBI D., 1981-82. Uccelli. Enciclopedia sistematica dell’avifauna italiana. Rizzoli, Milano, pp 1440.
DINETTI M., FRAISSINET M., 2001. Ornitologia urbana, Calderini Edagricole, pp. 495.
SCILLITANI G., PICARIELLO O., MAIO N., 1997. Il Museo Zoologico dell’Università di Napoli. Napoli, Centro Stampa Università Federico II, 232 pp.

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