Razza bavosa

Razza bavosa Dipturus batis (Linnaeus, 1758)
Phylum:
Chordata
Classe:
Chondrichthyes
Ordine:
Rajiformes
Famiglia:
Rajidae
Località di provenienza: Golfo di Napoli, Napoli, Campania, Italia
Collezione: Condritti
N. catalogo: Z440

Razza bavosa n. catalogo Z440

Razza bavosa (Dipturus batis) Z440

Esemplare tassidermizzato (lunghezza 160 cm circa) di razza bavosa Dipturus batis, acquistato nel 1869 durante la direzione di Achille Costa che arricchì le collezioni dando origine al nucleo centrale della collezione storica del Regio Museo Zoologico con esemplari montati o conservati in alcool provenienti dall’Italia meridionale, dal resto dell’Europa, dall’Africa e dall’America. Il reperto, in ottimo stato di conservazione è molto interessante da un punto di vista storico e scientifico, essendo questa specie di Pesce cartilagineo in grave pericolo di estinzione in tutto il Mediterraneo e perfino scomparsa in alcuni siti.
L’esemplare, come tutti i Rajiformi, ha un corpo estremamente appiattito, nel quale è possibile distinguere un disco e una coda, in genere molto allungata. Il muso è molto appuntito e lungo. Il margine anteriore delle pinne pettorali è fuso con il corpo e con il capo; nella parte superiore del capo si trovano gli occhi, dietro ai quali si aprono ampi spiracoli che permettono l’ingresso dell’acqua per irrorare le branchie. Le cinque aperture branchiali e la bocca sono situate sulla parte inferiore del corpo. La bocca ha varie file di denti spesso di forma diversa nei due sessi (nei maschi possono essere molto più appuntiti, mentre nelle femmine sono costituiti da piccole placche). Il dorso è quasi privo di aculei, la cui presenza è limitata alla coda. La sottile pinna caudale ha perso la funzione locomotoria, assunta invece dalle enormi pinne pettorali che si muovono con ondulazioni laterali. All’estremità della pinna caudale sono sempre presenti due piccole pinne dorsali e una caudale rudimentale, mentre l’anale è assente; le pinne pelviche sono tipicamente bilobe, separate da un setto più o meno profondo.
La razza bavosa vive a profondità variabili fra la zona costiera e i 600 metri di profondità, che raggiunge grazie alle grandi pinne pettorali. Si nutre di molluschi, crostacei e pesci.
La specie è ovipara e le uova sono protette da una capsula rettangolare, munita di filamenti lunghi che insieme ad una sostanza gelatinosa ricoprono l’intera superficie del guscio, facilitandone l’adesione al fondo del mare. La riproduzione si verifica principalmente nel periodo primavera-estate. Le uova hanno dimensioni veramente imponenti; la capsula che le protegge, infatti, raggiunge i 14 x 25 cm.

Bilbiografia:
BOTTE V., SCILLITANI G., 1999. Il Museo Zoologico, in I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II, a cura di Arturo Fratta, Fridericiana Editrice Universitaria, pp. 141-183, Napoli.
HAMLETT W.C., 2005. Reproductive Biology and Phylogeny of Chondrichthyes: Sharks, batoids and chimaeras. Science Publishers, Enfield, NH, USA, pp. 576.
SCILLITANI G., PICARIELLO O., MAIO N., 1997. Il Museo Zoologico dell’Università di Napoli. Napoli, Centro Stampa Università Federico II, 232 pp.

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