Gatto selvatico

Gatto selvatico Felis silvestris Schreber, 1775
Phylum
: Chordata
Classe:
Mammalia
Ordine:
Carnivora
Famiglia:
Felidae
Località di provenienza: Corleto Monforte, Salerno, Campania, Italia
Collezione: Carnivori
N. Catalogo: Z3629

Gatto selvatico n. Catalogo Z3629

Gatto selvatico (Felis silvestris) Z3629

Esemplare naturalizzato (lunghezza 30 cm circa) di giovane gatto selvatico Felis silvestris. Il reperto è stato rinvenuto morto a Corleto Monforte, nella zona nord-orientale del Parco Nazionale del Cilento in provincia di Salerno. Acquisito dal Museo nel 1980 e preparato dal tassidermista Vincenzo Cicala, appartiene alla Collezione dei Carnivori del Museo Zoologico, che attualmente annovera ottantuno reperti di Felidi.
Il campione è di notevole interesse in quanto rappresentante di una specie di grande valore faunistico: esso testimonia la ricchezza ed il valore, in termini di biodiversità, che alcune aree della regione Campania hanno avuto almeno fino ad una ventina di anni fa. Il gatto selvatico, infatti, è una specie autoctona per la penisola italiana, divenuta però sempre più rara tanto da essere segnalata nella nostra regione (fino agli anni ottanta) esclusivamente nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. La rarefazione della specie è dovuta alla caccia dell’animale - ritenuto a lungo un animale “nocivo”- all’alterazione dell’habitat ed alla diminuzione delle prede.
Negli ultimi decenni il gatto selvatico è tutelato come specie particolarmente protetta (Legge Nazionale 157/92; Convenzione di Berna; CITES).
Alcuni autori avevano proposto per l’Italia due specie di gatto selvatico, il gatto selvatico europeo Felis silvestris ed il gatto selvatico africano Felis lybica. Recenti analisi molecolari effettuate sul DNA hanno evidenziato che si tratta della stessa specie, che si differenzia solo a livello sottospecifico.
Al momento il principale fattore di rischio nella conservazione della specie è la possibilità di ibridazione del gatto selvatico con la forma domestica, condizione che provoca una perdita di variabilità genetica e una possibilità di trasmissione di infezioni tipiche dei gatti dell’ambiente antropizzato che possono risultare fatali per il selvatico.
Il gatto selvatico ha testa rotonda e muso breve, coda lunga, orecchie piuttosto grandi e diritte, pelliccia folta, soffice e di colore grigio bruno. Ha abitudini solitarie e territoriali; vive nelle zone boscose e si nutre di uccelli e piccoli mammiferi. Nel periodo riproduttivo il maschio richiama la femmina con miagolii lamentosi.
Il gatto selvatico ha aspetto a prima vista simile al gatto domestico (se ne distingue per la coda più corta e grossa con anelli scuri, arrotondata e non appuntita all’apice, per il disegno della pelliccia a strisce scure e senza macchie), presumibilmente derivato dalla sottospecie africana.
L’uomo fin dalle origini, nella savana africana, ha convissuto con molti Felidi. Tra questi particolare rilievo ha avuto il gatto, ritenuto nell’Antico Egitto un animale sacro, ed in quanto tale raffigurato in dipinti, sculture ed incisioni. Una divinità egizia molto popolare, la dea Bastet, era raffigurata con la testa di gatto, a dimostrazione che questo animale condivideva con la dea fertilità e chiaroveggenza. Gli Egizi, inoltre, credevano che anche per il gatto esistesse l’aldilà e perciò avevano l’usanza di mummificare e seppellire con tanto di funerale anche i gatti.

Bibliografia:

CAGNOLARO L, ROSSO D, SPAGNESI M., VENTURI B., 1976. Inchiesta sulla distribuzione del Gatto selvatico (Felis silvestris Schreber) in Italia e nei Cantoni Ticino e Grigioni (Svizzera) e del Gatto selvatico sardo (Felis lybica sarda Lataste) in Sardegna con notizie sulla Lince (Lynx lynx L.) 1971-1973. Ricerche di Biologia della Selvaggina, Laboratorio di Zoologia Applicata alla Caccia, Bologna, pp. 109.
DRISCOLL C.A., MENOTTI-RAYMOND M., ROCA A.L., HUPE K., JOHNSON W.E., GEFFEN E., HARLEY E.H., DELIBES M., PONTIER D., KITCHENER A.C., YAMAGUCHI N., O’BRIEN S.J., MACDONALD D.W., 2007. The Near Eastern Origin of Cat Domestication Science 317, 519-523.

MAIO N., PETRONE D., CRISTOFARI D., 2007. I Carnivori del Museo Zoologico dell’Università di Napoli Federico II. Catalogo dei Filiformi con note storiche (Mammalia: Carnivora). Boll. Mus. reg. Sci. Nat. Torino, 24, 2, 349- 372.

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