Foca monaca

Foca monaca Monachus monachus (Hermann, 1779)
Phylum:
Chordata
Classe:
Mammalia
Ordine:
Carnivora
Superfamiglia:
Pìnnipedia
Famiglia:
Phocidae
Località di provenienza: Golfo di Napoli, Napoli, Campania, Italia
Collezione: Mammiferi
N. Catalogo: Z 245

Esemplare tassidermizzato (lunghezza 140 cm circa) di foca monaca (Monachus monachus), N. Catalogo Z 245

Foca monaca (Monachus monachus) Z 245

Esemplare tassidermizzato (lunghezza 140 cm circa) di foca monaca (Monachus monachus), catturato nel 1884 nel Golfo di Napoli e acquistato da Achille Costa in questo stesso anno.
Il reperto è di notevole rilevanza storica e scientifica in quanto è l’unico esemplare di Pìnnipede pervenuto da questa zona conservato in un museo e rappresenta la sola testimonianza storica della presenza di questa specie in Campania.
È presumibile che l’esemplare provenga dalle grotte di Posillipo, in quanto antichi autori romani riportano nei loro scritti la presenza della specie in tale sito. Anche Oronzio Gabriele Costa riporta che la foca monaca si trovava sulle isole e sulle coste del Regno di Napoli; Emilio Cornalia scrive dell’ultima cattura a Ponza e Antonio Federico afferma che l’ultimo esemplare fu ucciso a Capri nel 1910.
La foca monaca è l’unico Pìnnipede che viva nelle acque della fascia climatica tropicale. Essa è stata a lungo diffusa in tutto il Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’Atlantico, ma la caccia indiscriminata e la progressiva antropizzazione l’ha resa una delle specie di Mammiferi a maggior rischio di estinzione. Recenti stime evidenziano che in natura attualmente sopravvivono appena quattrocento esemplari, localizzati in aree protette quali il Parco Nazionale di Cap Blanc in Mauritania, il Parco Nazionale Banc d’Argu e in una piccola riserva in un’isola dell’Egeo in Grecia. In Italia, la specie è stata segnalata nella zona costiera della Sardegna e nelle isole Tremiti (basso Adriatico).
La foca monaca, come tutti i Pìnnipedi è un Mammifero altamente adattato alla vita acquatica. Presenta corpo allungato rivestito da una fitta pelliccia con pelo di colore bruno sul dorso, e chiaro sul ventre, donde sembra derivare il nome comune della specie, con riferimento alla tonaca dei monaci. La testa è piccola e leggermente appiattita, le orecchie sono esterne e prive di padiglione auricolare; il muso è provvisto di baffi lunghi e robusti, le vibrisse. Generalmente, i maschi hanno dimensioni e peso maggiori rispetto alle femmine: essi raggiungono i tre metri di lunghezza e i tre quintali di peso.
Ha costumi gregari, ma la riduzione delle popolazioni ha fatto sì che sempre più spesso vengano osservati piccoli gruppi o individui isolati. Nel periodo riproduttivo il maschio dominante, dopo un’aspra lotta per il possesso del territorio, si accoppia con tutte le femmine. La gestazione termina, dopo circa 11 mesi, con il parto di un unico cucciolo all’interno di grotte vicinissime al mare o in spiagge riparate. I piccoli entrano in acqua circa due settimane dopo la nascita e abbandonano il gruppo originario, allontanandosi dal luogo di nascita.
Si nutre di pesci, molluschi e crostacei ed è a sua volta preda di squali ed orche; ancora oggi, purtroppo, è cacciata dall’uomo per i danni arrecati alle reti da pesca, per le carni, il grasso e soprattutto per la pelliccia.

Esemplare tassidermizzato (lunghezza 140 cm circa) di foca monaca (Monachus monachus), N. Catalogo Z 245

Foca monaca (Monachus monachus) Z 245

Bibliografia:
BOTTE V., SCILLITANI G., 1999. Il Museo Zoologico, in I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II, a cura di Arturo Fratta, Fridericiana Editrice Universitaria, pp. 141-183, Napoli.
JOHNSON W.M., LAVIGNE D.M., 1998. The Mediterranean Monk Seal. Conservation Guidelines. International Marine Mammal Association Inc., Guelph, Ontario, Canada: 1-152.
MAIO N., PICARIELLO O., 2000. I Pinnipedi e i Sirenii del museo Zoologico dell’Università di Napoli Federico II (Mammalia: Carnivora, Sirenia). Catalogo della collezione con note storiche e osteometriche. Atti Soc. It. Nat. Museo civico Storia Naturale Milano, 141,1, 1-18.

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