Pinna

Pinna Pinna nobilis Linnaeus, 1758
Phylum:
Mollusca
Classe:
Gastropoda
Ordine:
Pteroida
Famiglia:
Pinnidae
Località di provenienza: Golfo di Napoli, Napoli, Campania, Italia
Collezione: Collezione Malacologica Mediterranea
N. Catalogo: Z2192

Conchiglia a secco (65 cm di lunghezza circa) di pinna (Pinna nobilis) proveniente dal Golfo di Napoli.

Pinna (Pinna nobilis) Z2192

Conchiglia a secco (65 cm di lunghezza circa) di pinna (Pinna nobilis) proveniente dal Golfo di Napoli. Questo bel reperto appartiene alla Collezione Malacologica Mediterranea del Museo Zoologico, importante rassegna dei Molluschi dei nostri mari. L’esemplare ha oltre duecento anni in quanto risulta già presente nel 1901 nella collezione dell’Università e nel 2000 è stato abilmente restaurato dall’esperto Mario Turco.
La pinna è il più grande Mollusco Bivalve (raggiunge e supera gli ottanta centimetri di lunghezza), vivente nel bacino del Mediterraneo, di cui è esclusivo. Ha conchiglia equivalve di forma triangolare, con margine inferiore arrotondato, di colore marrone chiaro e con lamelle squamose più chiare; all’interno esiste uno strato madreperlaceo, diviso in due lobi, dorsale e ventrale.
Vive con la parte appuntita della conchiglia fissata nella sabbia o nel fango (dai tre ai quaranta metri di profondità) spesso attaccata a piccole rocce presenti tra le praterie di Posidonia. Raramente presenta al suo interno piccole perline irregolari di colore arancio, prive però di valore commerciale. Stabilizza la sua presa ai fondali grazie alla produzione di filamenti, chiamati bisso, di natura proteica ed aspetto simile alla seta. Questi filamenti, sottili ma robusti, fin dall’antichità venivano raccolti ed utilizzati in molte aree del Mediterraneo per la tessitura di preziosi indumenti artigianali, tra i quali degni di nota sono i guanti offerti in dono nel 1822 al re Federico Guglielmo II dal vescovo di Taranto, quando visitò Napoli. Essi sono oggi custoditi presso il Museo di Storia Naturale di Berlino.
Attualmente nel Mediterraneo le popolazioni di Pinna sono notevolmente ridotte a causa della pesca intensiva, dovuta sia alla tessitura del bisso che al collezionismo, ed al crescente inquinamento dell’ambiente marino; la specie, pertanto, è stata sottoposta a regime di protezione e tutela.
Ermafrodita insufficiente, la Pinna nobilis produce ed emette, in periodi successivi, gameti femminili e maschili. La riproduzione avviene nelle stagioni calde mediante espulsione dei gameti in acqua e fecondazione tra cellule germinali provenienti da individui diversi. Le larve dapprima fluttuano, poi formano una conchiglia che diviene man mano più pesante fino a quando l’animale si fissa al fondo.
Si nutre essenzialmente di fitoplancton intrappolato, per filtrazione, dalle branchie lamellari e diretto verso la bocca posta nella parte inferiore della conchiglia.
Ospita in simbiosi crostacei decapodi, come Pontonia pinnophylax e Pinnotheres pinnotheres.

Bibliografia:
BOTTE V., SCILLITANI G., 1999. Il Museo Zoologico, in I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II, a cura di Arturo Fratta, Fridericiana Editrice Universitaria, pp. 141-183, Napoli.
PRAUS FRANCESCHINI C., 1914. Elenco delle conchiglie del Golfo di Napoli e del Mediterraneo esistenti nel Museo Zoologico di Napoli. Annuario del Museo Zoologico della Regia Università di Napoli NS 4 (11), p. 11.
Museum der Kulturen. Basel, Naturhistorisches Museum Basel “Il bisso marino - fili d’oro dal fondo del mare” Mostra 19 marzo- 27 giugno 2004.

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