Gracchio corallino

Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax (Linnaeus, 1758)
Phylum:
Chordata
Classe:
Aves
Ordine:
Passeriformes
Famiglia:
Corvidae
Località di provenienza: Ischia, Napoli, Campania, Italia
Collezione: Ornitologica
N. Catalogo: Z5308

Esemplare naturalizzato (lunghezza 40 cm) di maschio di gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax, catturato ad Ischia il 29 dicembre 1912.

Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocora) Z5308

Esemplare naturalizzato (lunghezza 40 cm) di maschio di gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax, catturato ad Ischia il 29 dicembre 1912, che fa parte della vasta Collezione Ornitologica del Museo Zoologico.
Il gracchio corallino è un Corvide caratterizzato da piumaggio nero lucido, con riflessi blu. Ha corpo allungato con ali e coda brevi, becco aguzzo generalmente di colore rosso, lunghe zampe.
La specie, diffusa nelle alte catene montuose dell’Europa meridionale, dell’Asia centrale e del Nord Africa, in Campania attualmente è presente in alcune aree protette. In Italia il gracchio corallino è stazionario; in autunno scende nelle regioni meno montuose, e solo raramente migra a sud, in branchi molto numerosi che raggiungono anche quattrocento o seicento individui.
Il periodo degli amori coincide con i primi mesi della primavera; i nidi vengono preparati in fessure di rocce particolarmente inaccessibili, ma recenti pubblicazioni segnalano che la specie non teme la presenza umana effettuando nidificazione sinantropica, come accertato per la prima volta in Abruzzo nel 1993 dove è stata osservata la nidificazione della specie in alcune cavità di un edificio del XV secolo di Rocca Calsacio, la Chiesa Madonna della Pietà.
La femmina depone 4 o 5 uova che cova da sola. Entrambi i genitori si prendono cura dei piccoli.
Si nutre essenzialmente di insetti, ma ha una dieta opportunista e nel periodo riproduttivo e di allevamento della prole preda le nidiate di altri uccelli o si ciba di vegetali.
Se vengono infastiditi gli individui di questa specie comunicano tra loro con grida acute e talvolta, riuniti in stormi, aggrediscono perfino i rapaci. Vengono predati dal falco pellegrino, dall’astore e dallo sparviere, mentre il gheppio si limita ad attaccare i piccoli ancora nel nido. I nidiacei sono a volte anche preda di volpi e martore.
Il gracchio corallino in Italia è una specie protetta (Allegato I della Direttiva Uccelli 79/409/CEE).

Bibliografia:
BOTTE V., SCILLITANI G., 1999. Il Museo Zoologico, in I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II, a cura di Arturo Fratta, Fridericiana Editrice Universitaria, pp. 141-183, Napoli.
ROLANDO A., 1995. I Corvidi italiani. Sistematica, faunistica, eco-etologia. Problemi di conservazione e controllo. Edagricole, Bologna, 142 pp.

This entry was posted in Museo Zoologico. Bookmark the permalink. Both comments and trackbacks are currently closed.