Picchio muratore

Picchio muratore Sitta europaea Linnaeus,1758
Phylum:
Chordata
Classe:
Aves
Ordine:
Passeriformae
Famiglia:
Sittidae
Località di provenienza: Avellino, Campania, Italia
Collezione: Ornitologica
N. Catalogo: Z 5279

Esemplare naturalizzato (lunghezza 13,5 cm) di maschio di picchio muratore Sitta europaea rinvenuto ad Avellino l’11 novembre 1910.

Picchio muratore (Sitta europaea) Z 5279

Esemplare naturalizzato (lunghezza 13,5 cm) di maschio di picchio muratore Sitta europaea rinvenuto ad Avellino l’11 novembre 1910. Il reperto appartiene alla vasta Collezione Ornitologica del Museo Zoologico, costituita da oltre 3.000 campioni tra i quali scheletri, esemplari naturalizzati o conservati in liquido.
Il picchio muratore è un uccello Passeriforme con becco simile a quello dei picchi, con i quali condivide il tipo di alimentazione, ma non relazioni di parentela sistematica. In entrambi i sessi il piumaggio è vivace con capo, dorso, ali e coda grigio-azzurro, addome di colore rosa con macchie ruggine, guance e gola bianche. Le zampe sono corte e robuste e consentono a questa specie notevoli acrobazie: si arrampica agevolmente sui rami, instancabile in tutte le direzioni, anche ponendosi con il capo in giù.
Diffuso in quasi tutta l’Europa e in alcune zone del Nord Africa e del Medio Oriente, in Italia è presente ovunque, tranne che in Sardegna, dove è presente una specie affine, il picchio muratore corso (Sitta canadensis).
Frequenta aree boschive, ma è possibile incontrarlo anche nei parchi, giardini e frutteti in prossimità dei centri abitati.
Il nome comune della specie ha origine dal caratteristico modo in cui questo uccello riduce l’ampiezza delle cavità degli alberi prescelte come nidi applicando un impasto di fango e saliva (che una volta secco diviene molto resistente), allo scopo di impedire l’accesso al nido di altri animali.
Entrambi i sessi partecipano alla nidificazione, alla cova ed all’allevamento della prole.
La specie in primavera-estate si nutre di insetti che caccia sui tronchi e sui rami; in inverno integra l’alimentazione con granaglie e semi oleosi.
In Italia è stanziale, mentre a latitudini più elevate effettua migrazioni.
Non possiede un vero canto, ma emette stridii caratteristici, simili a forti fischi, udibili a notevole distanza.

Bibliografia:
BOTTE V., SCILLITANI G., 1999. Il Museo Zoologico, in I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II, a cura di Arturo Fratta, Fridericiana Editrice Universitaria, pp. 141-183, Napoli.
GRASSI R., 1981. Uccelli. Enciclopedia sistematica dell’avifauna italiana. Rizzoli, Milano, pp. 1440.

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