Volpe comune

Volpe comune Vulpes vulpes (Linnaeus, 1758)
Phylum:
Chordata
Classe:
Mammalia
Ordine:
Carnivora
Famiglia:
Canidae
Collezione:
Canidi
Località di provenienza:
Capodimonte, Napoli
N. Catalogo: Z3650

Esemplare naturalizzato (lunghezza 48 cm circa) di volpe comune Vulpes vulpes. Il campione è stato preparato e donato al Museo Zoologico nel 1969 da Giuseppe Lembo, appassionato collezionista che amava preparare personalmente i suoi esemplari.

Volpe comune (Vulpes vulpes) Z3650

Esemplare tassidermizzato (lunghezza 48 cm circa) di volpe comune Vulpes vulpes. Il campione è stato preparato e donato al Museo Zoologico nel 1969 da Giuseppe Lembo, appassionato collezionista che amava preparare personalmente i suoi esemplari.
Il reperto proviene dal Bosco di Capodimonte, area di Napoli anticamente scelta dal re Carlo III di Borbone per costruirvi un museo e un parco da adibire a riserva di caccia, nella quale la volpe comune era ed è presente nonostante la forte urbanizzazione verificatasi negli ultimi quaranta anni.
La volpe comune è un Canidae con grande variabilità individuale e geografica, caratterizzato da muso lungo e affusolato, zona sopraorbitale del cranio pochissimo sopraelevata rispetto al muso (cranio piatto), orecchie dritte e zampe corte. Generalmente la pelliccia lunga e folta è di colore rossiccio, mentre la gola, il ventre e l’estremità della lunga coda sono bianche; in inverno ha colore più scuro che in estate.
Attualmente la volpe comune è il mammifero carnivoro più diffuso e con più vasta area di distribuzione: pur preferendo i boschi e le zone ricche di nascondigli, è dotata di un’adattabilità così estrema da poter colonizzare praticamente ogni ambiente, comprese le aree urbane.
È un animale notturno, che quando è indisturbato, è attivo anche durante il giorno; è onnivora: si nutre di piccoli animali di ogni specie (insetti, uccelli, altri mammiferi), di vegetali, di carogne e di rifiuti.
Essenzialmente solitaria, in certi casi può condurre vita sociale, con formazione di nuclei numerosi con una struttura ben definita.
La riproduzione avviene in inverno; dopo l’accoppiamento la femmina cerca una tana che tappezza di peli strappati dal ventre, nella quale partorisce quattro o cinque cuccioli.
La specie, presente in tutta Europa, in Africa settentrionale, nell’Asia temperata ed in America settentrionale, in Italia è diffusa in tutto il paese; in Campania è presente nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nel Parco Nazionale del Vesuvio, ed a Napoli, nelle aree dei Camaldoli e Capodimonte, sulla collina di Monte Sant’Angelo (Fuorigrotta) e in contesti più urbanizzati quali i vasti prati dell’aeroporto di Capodichino ed il quartiere Scampia.
Fin dall’antichità l’uomo è stato il principale nemico della volpe: la specie, infatti, è stata oggetto di caccia per puro divertimento, per la bella pelliccia o perché dannosa per l’economia. Nonostante ciò grazie alla sua estrema adattabilità la popolazione della volpe comune raggiunge i venti milioni d’individui in tutto l’areale.
La volpe è stata la protagonista di molte favole classiche di Esopo (VII ed il VI secolo a.C.) e di Fedro (I secolo d.C.) quale personaggio di inconfutabile saggezza, capace di suggerire una condotta di vita all’insegna della prudenza, della laboriosità, della coscienza dei propri limiti, ma anche un personaggio di grande furbizia.
La specie è protetta dalla Convenzione di Berna (allegato 3).

Bibliografia:
CORBETT G.,  OVENDEN D., 1985. Guida ai mammiferi d’Europa, Muzzio Editore, Padova, pp. 288.
DE LA FUENTE F.R., 1983-1984. La Volpe. I piccoli carnivori. I taccuini di Airone n. 1-16, Mondadori.
GUGLIELMI R., NAPPI A., GIANNOTTI M. 2003. Presenza di volpe Vulpes vulpes in contesto fortemente urbanizzato di periferia metropolitana: il caso del quartiere scampia a Napoli, Hystrix, It. J. Mamm. IV Congr. It. Teriologia, p.55-56.

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