Belonostomus crassirostris

Belonostomus crassirostris
Phylum:
Chordata
Classe:
Osteichthyes
Ordine:
Aspidorhynchiformes
Famiglia:
Aspidorhynchida
Località: Pietraroia, Benevento, Campania, Italia
Età: Cretacico inferiore, Albiano
Collezione: Giacimento di Pietraroia
N. Catalogo: 506

Belonostomus crassirostris. Cretacico inferiore di Pietraroia, Benevento. N. Catalogo: 506

Belonostomus crassirostris. Cretacico inferiore di Pietraroia, Benevento. N. Catalogo: 506

L’esemplare, lungo 40 centimetri e largo circa 4, caratterizzato da corpo anguilliforme e affusolato, rappresenta una delle forme più belle e in migliore stato di conservazione della tanatocenosi di Pietraroia. La testa, di forma triangolare, presenta robuste mascelle protratte in avanti a formare una specie di becco appuntito. I mascellari sono armati di denti molto sottili, conici e acuminati. La pinna caudale è bilobata e, ogni lobo, è costituito da 7 o 8 raggi. Il corpo è completamente ricoperto da scaglie lisce e lucenti, di forma variabile a seconda della regione del corpo.
Nella collezione la specie è presente con diversi esemplari dei quali uno solo intero e gli altri più o meno frammentari.
La prima segnalazione dell’esistenza di pesci fossili a Pietraroia, comune situato sulle pendici meridionali del massiccio del Matese, si deve a Scipione Breislak, geologo, fondatore della vulcanologia italiana. Lo studioso, chiamato a Napoli, da Re Ferdinando I di Borbone, a ricoprire l’incarico di Mineralogia presso la Scuola Reale di Artiglieria, nel 1787, ebbe il compito di compiere un’ispezione mineraria della Campania. In questa occasione notò la presenza di pesci fossili nei calcari affioranti in corrispondenza dell’abitato di Pietraroia, dandone la prima descrizione nell’opera Topografia Fisica della Campania, pubblicata nel 1798.
Successivamente ad interessarsi della zona fu Oronzo Gabriele Costa, insigne naturalista pugliese che, nel 1846, intraprese i primi scavi sistematici in località Le Cavere. Grazie all’opera incessante del Costa fu possibile il recupero di reperti fossili che costituiscono l’ossatura principale di una delle più numerose e prestigiose Collezioni del Museo di Paleontologia.

Bibliografia:
BARATTOLO F., dEL RE M. C., 1999. Il Museo di Paleontologia. In: Fratta A. (a cura), I Musei scientifici dell’Università di Napoli Federico II, pp. 261- 317, 33 figg., Fridericiana Editrice Universitaria, Napoli.
BRAVI S., 1987. Contributo allo studio del Giacimento ad Ittioliti di Pietraroja (Benevento). Tesi di Laurea in Scienze Geologiche, Università di Napoli.
BREISLAK S., 1798, Topografia Fisica della Campania, vol. in 8°, pp.XII +368, tav. 1, Firenze.
CAPASSO L., 2007. Pietraroja. Pietre e Memorie. Paper’s World, Teramo,
COSTA O.G., 1864A. Paleontologia del Regno di Napoli. Parte III. Atti Acc. Pontaniana, 8, pp. 1-119, Napoli.
COSTA O.G., 1864C. Notizie intorno agli scavi recentemente condotti nella roccia ad Ittioliti di Pietraroja. Rend. Reale Acc. Sc. Fis., mat. e nat., serie II, 3, pp.230-233, Napoli.
D’ERASMO G., 1914-15. La fauna e l’età dei calcari ad ittioliti di Pietraroja (Benevento). Paleont. Ital., 21, pp. 29-53.

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