Mammuthus chosaricus

Mammuthus chosaricus
Phylum:
Chordata
Classe:
Mammalia
Ordine:
Proboscidea
Famiglia:
Elephantidae
Località:
Isola di Capri, Napoli, Campania, Italia
Età:
Cenozoico: Pleistocene (~ 1.6 milioni di anni fa)
Collezione:
Mammiferi
N. Catalogo:
846

Molare di Mammuthus chosaricus. Isola di Capri, Napoli. N. Catalogo: 8460

Molare di Mammuthus chosaricus. Isola di Capri, Napoli. N. Catalogo: 8460

Il reperto (18 cm in lunghezza e 7 cm in larghezza) è un molare superiore sinistro di Mammuthus chosaricus, in ottimo stato di conservazione. Sulla superficie di triturazione del dente è possibile osservare in maniera netta l’alternanza di lamelle di smalto e dentina. Nella porzione anteriore del dente le lamine di smalto presentano abbondanti frastagliature. Le lamine, ad andamento sub-parallelo, rettilineo, presentano un ispessimento solo nella porzione centrale del dente. Le radici sono totalmente conservate.
Il fossile fu rinvenuto a Capri, nel 1905, durante gli scavi condotti per l’ampliamento dell’Hotel Quisisana. Verosimilmente esso fu donato al Museo di Paleontologia da Ignazio Cerio, medico e naturalista, che trasferitosi nell’isola all’età di 28 anni, si interessò alla preistoria, collezionando reperti riguardanti i vari aspetti del mondo della Natura.
Egli riportò alla luce manufatti in pietra e numerosi resti di mammiferi, sia erbivori che carnivori. L’associazione faunistica, costituita oltre che dai mammuthus anche da rinoceronti, cervi, ippopotami, orsi, lupi e iena, tipici mammiferi continentali di clima temperato, indica che durante il Pleistocene medio, circa 2-300 mila anni fa, Capri non era ancora un distretto insulare, ma solamente un’estensione della Penisola Sorrentina. Il sito costituisce un elemento fondamentale per la comprensione dell’evoluzione geologica dell’Isola e dei rapporti con la terraferma. Nel corso degli ultimi due milioni di anni l’isola fu interessata da una serie di eventi geologici che provocarono la costruzione e lo smantellamento dei rilievi, la formazione a varie quote di terrazzi pleistocenici e il modellamento dei suoi versanti calcarei.
Attualmente il giacimento è ricoperto dai giardini dell’Hotel, ma la maggior parte dei fossili venuti alla luce sono oggi visibili nelle sale del Centro Culturale Caprese, sede del Museo Cerio.

Bibliografia:
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