Palaemon vesolensis

Palaemon vesolensis
Phylum:
Arthropoda
Classe:
Crustacea
Ordine:
Decapoda
Famiglia:
Palaemonidae
Località: Monte Vesole, Salerno, Campania, Italia
Età: Cretacico superiore: Campaniano - Maastrictiano
Collezione: Gamberi di Monte Vesole
N. Catalogo: 21833

Palaemon vesolensis. Crostacei decapodi del Monte Vesole, Salerno. N. Catalogo: 21833

Palaemon vesolensis. Crostacei decapodi del Monte Vesole, Salerno. N. Catalogo: 21833

Esemplare ben conservato di Crostaceo decapode appartenente alla specie Palaemon vesolensis. L’esemplare proviene da un pacco di strati calcarei, sottilmente stratificati, affioranti nella parte più alta della successione stratigrafica del Cretacico superiore del Monte Vesole.
I primi esemplari che costituiscono la Collezione furono raccolti, nel 1965, da Raffaele Scorziello e Italo Sgrosso, docenti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Napoli. La Collezione è stata successivamente incrementata ad opera del prof. Piero De Castro, ordinario di Paleontologia dello stesso Dipartimento ed è costituita da circa un centinaio di esemplari.
Il rinvenimento di Crostacei decapodi fossili è un evento molto raro sia a causa della fragile struttura dell’esoscheletro, in particolar modo delle appendici, sia perché vari processi post-mortem contribuiscono a diminuire le probabilità di fossilizzazione.
Perché avvenga la fossilizzazione di questi organismi, privi di strutture consistenti di sostegno, è essenziale che il corpo dell’animale si depositi rapidamente in un ambiente privo di ossigeno, riducente. In questo modo, pur avvenendo processi di decomposizione ad opera di microrganismi, non si hanno fenomeni di putrefazione, caratteristici degli ambiente aerobici, che porterebbero alla completa trasformazione del cadavere.
I Crostacei provenienti dal Monte Vesole appartengono tutti alla famiglia Palaemonida. Si tratta quindi di un’unica popolazione con individui di varie dimensioni. Gli individui assumono durante il passaggio dalle dimensioni piccole a quelle medie, una forma più allungata ed assottigliata, idrodinamica accompagnata dallo sviluppo dell’addome. Nel passaggio dalla taglia media a quella grande è possibile osservare l’ispessimento delle carene situate sulle appendici cefaliche, forse in conseguenza di un generale irrobustimento dell’esoscheletro.
Lo studio condotto sugli esemplari rinvenuti (Bravi et. Alii, 1999) ha consentito di ipotizzare l’esistenza di una laguna probabilmente prospiciente ad ambienti dulcacquicoli e terre emerse, con condizioni di scarsa circolazione delle acque e scarsa ossigenazione.

Bibliografia:
SCORZIELLO R., SGROSSO I., 1965. Segnalazione di Crostacei decapodi nel Paleocene di Monte Vesole (Salerno). Boll. Soc Nat., 74, pp.3-5, Napoli.
SGROSSO I., 1968. Note biostratigrafiche sul Monte Vesole (Cilento) Boll. Soc Nat., 77, pp.59-180, Napoli.
BRAVI, S., COPPA
M. G., GARASSINO A., PATRICELLI AND R., 1999. Palaemon vesolensis n. sp. (Crustacea, Decapoda) from the Plattenkalk of Vesole Mount (Salerno, S. Italy). Atti Societa italiana Scienze naturali, Museo civico Storia naturale Milano, 140(2):141-169.



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