Teodoro Monticelli

Teodoro Monticelli nacque a Brindisi nel 1759, studiò presso i padri Celestini di Lecce e poi nel Collegio Massimo della Congregazione Benedettina di Roma. Nel 1792 fu nominato professore di Etica nella Regia Università di Napoli. Nel 1794, a causa delle sue idee liberali, fu condannato a dieci anni di prigionia nell’isola di Favignana in Sicilia. Liberato nel 1800, grazie all’intercessione di Papa Pio VII, si ritirò a Roma dove fu nominato abate. Durante il Regno di Gioacchino Murat tornò a Napoli e nel 1808 gli fu conferita la carica di Segretario Perpetuo della Reale Accademia delle Scienze. In quegli anni cominciò a dedicarsi alle sue grandi passioni, la mineralogia e la vulcanologia. Fu un attento osservatore delle eruzioni del Vesuvio che descrisse in numerose pubblicazioni. In compagnia di illustri scienziati, principi e sovrani di diverse parti del mondo, si recava frequentemente sul vulcano e a tutti mostrava i prodotti del Vesuvio che considerava un meraviglioso laboratorio naturale. Durante i suoi studi raccolse numerosi campioni sì da realizzare nella sua casa di Napoli un museo ricco di circa 16.800 reperti. Di questi reperti ben 6600 campioni provenivano dall’apparato vulcanico del Somma Vesuvio. La sede del Museo Monticelli era il Palazzo Penna, costruito nel 1406, ancora oggi presente nell’antica piazzetta di S. Demetrio divenuta poi piazzetta Monticelli. Nel 1825 realizzò, in collaborazione con il chimico e mineralista Nicola Covelli, il Podromo della Mineralogia Vesuviana, un’opera fondamentale, che rappresenta la prima descrizione sistematica dei minerali vesuviani di cui vengono descritte la giacitura, i caratteri fisici e la composizione chimica. Teodoro Monticelli fu Rettore della Regia Università di Napoli nell’anno accademico 1826-27. Morì a Pozzuoli nel 1845.

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