Genere Homo

Cranio di Homo erectus, Collezione Calchi storici, MA 9718

Cranio di Homo erectus erectus, Collezione Calchi storici, MA 9718

Il genere Homo della famiglia Hominidae compare intorno a 2,5 milioni di anni fa. La linea evolutiva del genere Homo, a cui noi stessi apparteniamo, è verosimilmente derivata dalle australopitecine ed è caratterizzata dal progressivo aumento delle dimensioni del cervello. Al tempo stesso Homo sviluppò una tecnologia di scheggiatura della pietra con cui fu in grado di accedere ad una nuova forma di cibo molto energetica, la carne. Tale innovazione nella dieta, associata allo sviluppo di nuove e più complesse forme di socialità, permise un ulteriore incremento delle facoltà cerebrali, mettendo così in moto quel processo che sfociò infine nello sviluppo del linguaggio e del pensiero simbolico. Tale processo non fu unitario e tanto meno lineare. Studi sulla geometria del cranio e sulle impronte lasciate dal cervello sulle ossa  hanno dimostrato che le diverse specie di Homo, originatesi da antenati africani e poi diffusesi in altri continenti, hanno conseguito un aumento del volume encefalico indipendentemente l’una dall’altra, ciascuna secondo modalità proprie, Homo erectus in Asia, il Neandertal in Europa e i primi Homo sapiens in Africa. Inoltre, nell’evoluzione del cervello si sono avute lunghe fasi di stasi o, addirittura fenomeni di riduzione, come nel caso, al momento ancora discusso, degli “Hobbit” dell’Isola di Flores.
L’evoluzione biologica e culturale di Homo si è articolata attraverso la comparsa di specie diverse, di cui solo la nostra specie, Homo sapiens, più recente di tutte, è sopravvissuta, mentre le altre si sono gradualmente estinte.
La più antica specie del genere Homo è stata Homo rudolfensis, vissuta tra 2,4 e 1,9 milioni di anni fa, il cui primo rinvenimento fu effettuato nel 1972 a Koobi Fora in Kenya. Homo rudolfensis era caratterizzato da faccia prognata, capienza cranica intorno a 500 ml, simile a quella degli Australopiteci, e da una dentatura caratteristica di una dieta prevalentemente vegetariana. La specie successiva è stata Homo habilis vissuta tra 1,9 e 1,6 milioni di anni fa, con cui Homo rudolfensis ha convissuto per un certo tempo. Il primo rinvenimento di individui appartenenti a questa specie è stato effettuato nel 1960 nella Gola di Olduvai in Tanzania. Ad Homo habilis vengono associate le prime industrie litiche risalenti all’Olduvaiano del Paleolitico inferiore. A questa specie si deve, inoltre, il popolamento di vaste aree del continente africano.
Lo stadio evolutivo successivo è rappresentato da Homo ergaster vissuto in Africa da 1,8 a 0,3 milioni di anni fa. Homo ergaster presenta alcune caratteristiche arcaiche ed altre più moderne, tra cui la capacità cranica di circa 800 ml e la statura media di 1,80 metri. Ad Homo ergaster africano sono attribuite industrie litiche complesse, una strategia di caccia più elaborata, che presuppone una maggiore coesione sociale, ed inoltre i più antichi focolari. Questa specie è stata la prima ad abbandonare il continente africano e a colonizzare l’Europa e l’Asia.
Homo erectus, vissuto tra 2,2 e 0,2 milioni di anni fa, è stato il primo antenato asiatico del genere Homo. Discendente da Homo ergaster, è culturalmente inserito nel Paleolitico inferiore. Non è un nostro antenato diretto.
Coevo a Homo erectus asiatico è Homo heidelbergensis, vissuto tra 600.000 e 250.000 anni fa. Homo heidelbergensis ha avuto origine in Africa e rappresenta il capostipite della linea evolutiva europea, originata dalla sua migrazione verso nord. La capacità cranica di Homo heidelbergensis raggiunge un valore intorno a 1.200 ml, per la prima volta simile a quello dell’uomo anatomicamente moderno. Questa specie è culturalmente inserita nel Paleolitico inferiore.
Homo heidelbergensis ha dato origine a Homo neanderthalensis, vissuto tra 300.000 e 30.000 mila anni fa in Europa, nel Vicino e Medio Oriente e in Asia occidentale. Ai Neandertal viene attribuita la cultura musteriana del Paleolitico medio e i primi riti funerari. Fino agli anni ottanta del secolo scorso era opinione comune che Homo neanderthalensis fosse il predecessore di Homo sapiens. Studi condotti sul DNA antico di queste specie hanno dimostrato che Homo neanderthalensis e Homo sapiens sono due specie distinte, che, pur avendo convissuto nel periodo di passaggio tra il Paleolitico medio e superiore, non si sono mai incrociate geneticamente.
Homo sapiens, l’uomo anatomicamente moderno, compare in Africa intorno a 200.00 anni fa. I reperti più antichi sono stati rinvenuti in Africa orientale, nel 1967 nel bacino del fiume Omo e nel 1997 a Herto, nella valle del fiume Awash. Da questo primo ceppo, alcuni individui sono discesi verso il Sud Africa, altri sono risaliti verso nord-ovest, entrando in Eurasia attraverso il Vicino Oriente. Intorno a 40.000 anni fa, Homo sapiens ha fatto il suo ingresso in Europa orientale, popolando l’intero continente e caratterizzando le culture del Paleolitico superiore. In seguito all’estinzione dei Neandertal, avvenuta circa 30.000 anni fa, la nostra specie rimane l’unica specie vivente; ad essa si deve il popolamento di tutto il nostro pianeta.

Nel Museo di Antropologia sono esposti numerosi calchi di fossili, di elevato valore documentario e storico, rappresentativi delle principali tappe dell’evoluzione biologica del genere Homo.
Tra questi ricordiamo il cranio di Homo erectus erectus da un raro reperto infantile rinvenuto nell’Isola di Giava, il cranio di un neandertaliano anziano, dal sito di La Chapelle-aux-Saints in Francia e il cranio di Homo sapiens di anatomia moderna, dal Crô-Magnon in Francia.

Cranio di neandertaliano anziano da La Chapelle-aux-Saints, Francia, Collezione Calchi storici, MA 9729

Cranio di neandertaliano anziano da La Chapelle-aux-Saints, Francia, Collezione Calchi storici, MA 9729

Cranio di Homo sapiens di anatomia moderna dal Crô-Magnon, Francia, Collezione Calchi storici, MA 9726

Cranio di Homo sapiens di anatomia moderna dal Crô-Magnon, Francia, Collezione Calchi storici, MA 9726

Bibliografia:
DI VINCENZO F., MANZI G., 2007. L’intricato cespuglio dell’evoluzione umana, in La Scimmia Nuda. Storia Naturale dell’Umanità, Catalogo a cura di Lauro C., Muscio G., Visentini P., 28-33.
MARTINI F., 2008. Archeologia del Paleolitico. Storia e culture dei popoli cacciatori- raccoglitori. Carocci Editore.

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