Homo erectus

Calotta cranica di Homo erectus pekinensis, Collezione Calchi storici,  MA 9724

Calotta cranica di Homo erectus pekinensis, Collezione Calchi storici, MA 9724

Homo erectus è vissuto tra 2,2 e 0,2 milioni da anni fa. E’ una specie asiatica, discendente da Homo ergaster. A Homo erectus asiatico appartengono i fossili indonesiani denominati Pitecantropi da Eugène Dubois e quelli cinesi, detti Sinantropi, da Devidson Black. Homo erectus non viene considerato un nostro antenato diretto, ma un ramo orientale ed estinto del genere Homo.
Gli individui appartenenti alla specie Homo erectus erano dotati di un grande cervello con dimensioni di circa 1100-1300 ml, avevano proporzioni corporee quasi moderne ed erano bipedi ormai abituali. Con le mani libere da ogni impegno di locomozione, questi individui svilupparono nuove e più efficaci tecnologie di scheggiatura della pietra. Gli utensili tipici di Homo erectus sono i bifacciali (amigdale) e le schegge clactoniane della cultura Acheuleana del Paleolitico inferiore. A partire da circa 300.000 anni fa, Homo erectus introdusse la tecnica Levallois che rappresentò una vera e propria “rivoluzione” nella lavorazione della pietra. Questa tecnica consentiva di ottenere, mediante la preparazione accurata di un “prenucleo”, schegge laminari di morfologia definita pronte immediatamente all’uso.
Nel Museo di Antropologia sono presenti diversi calchi di fossili rappresentativi della specie Homo erectus. Tra tutti si segnala la pregevole ricostruzione della calotta cranica di Homo erectus pekinensis. Il reperto originale, databile a 450.000-200.000 anni fa, fu rinvenuto nel 1936 in una caverna presso Zhoukoudian, un piccolo villaggio vicino Pechino. La parte inferiore del calco reca la firma del grande antropologo Franz Weidenreich. La riproduzione è pregevole sia perché direttamente curata dal principale studioso dei fossili di Pechino, come ricorda la scritta in inglese, sia perché arricchita dell’originale iscrizione in cinese. Il calco riveste inoltre notevole importanza storica e scientifica, in quanto durante la seconda guerra mondiale sono scomparsi i fossili originali scoperti in Cina.

Bibliografia:
AA.VV., 2007. Testimonianze dell’uomo paleolitico tra Irpinia e Daunia, a cura di Forgione S., Soldati I., Velox Print.
FEDELE F., 1999. Il Museo di Antropologia: origini, sviluppo e riscoperta, in I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II, a cura di Fratta A., Fridericiana Editrice Universitaria, 185-259.
MARTINI F., 2008. Archeologia del Paleolitico. Storia e culture dei popoli cacciatori- raccoglitori. Carocci Editore.

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