Homo habilis

Homo habilis, vissuto in Africa tra 1,9 e 1,6 milioni di anni fa, rappresenta la prima specie nell’evoluzione umana alla quale siano state associate industrie litiche. I primi resti scheletrici attribuiti ad Homo habilis furono rinvenuti nel 1960 nella Gola di Olduvai in Tanzania. Gli individui appartenenti a questa specie erano caratterizzati dal possedere un cervello di dimensioni pari a 700 ml, circa il doppio di quello delle australopitecine; le proporzioni dei loro corpi erano, invece, scimmiesche con adattamenti da camminatori-arrampicatori tipici di un australopiteco.
I manufatti di Homo habilis comprendono utensili in pietra della cultura olduvaiana del Paleolitico inferiore, rappresentati per lo più da ciottoli scheggiati su un solo lato (chopper) o su entrambi i lati (chopping-tool) per ottenere un margine tagliente con il quale recuperare la carne rimasta nelle carcasse di animali già morti. Il comportamento alimentare degli individui di questa specie non prevedeva alcun tipo di caccia attiva, ma si limitava a sfruttare le carogne mediante una forma di approvigionamento alimentare chiamata “sciacallaggio”.
Ad Homo habilis si deve il popolamento di vaste aree del continente africano.

Bibliografia:
AA.VV., 2007. Testimonianze dell’uomo paleolitico tra Irpinia e Daunia, a cura di Forgione S., Soldati I., Velox Print.
DI VINCENZO F., MANZI G., 2007. L’intricato cespuglio dell’evoluzione umana, in La Scimmia Nuda. Storia Naturale dell’Umanità, Catalogo a cura di Lauro C., Muscio G., Visentini P., 28-33.
MANZI G., Di VINCENZO F., 2007. Tra alberi e cespugli. Gli ominidi, in La Scimmia Nuda. Storia Naturale dell’Umanità, Catalogo a cura di Lauro C., Muscio G., Visentini P., 37-40.
MARTINI F., 2008. Archeologia del Paleolitico. Storia e culture dei popoli cacciatori- raccoglitori. Carocci Editore.

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