Campioni a secco

Cuore e vasi di Vulpes  vulpes Z1330

Cuore e vasi di Vulpes vulpes Z1330

Uno dei metodi di preparazione e conservazione dei reperti museali consiste nella realizzazione di campioni a secco. Questo metodo viene utilizzato per conservare piccoli organismi, quali ad esempio gli Insetti, ma anche per allestire un preparato anatomico, nel quale è possibile mantenere un aspetto esteriore molto fedele a quello naturale. Nell’ottocento venivano utilizzate varie sostanze per fissare a secco i preparati, con modalità che hanno consentito la realizzazione di campioni che quasi sempre hanno sfidato il passare degli anni.
Tra i reperti conservati a secco degni di nota sono campioni di cuore con i principali tronchi arteriosi e venosi, preparati iniettandovi cera colorata che conferisce al reperto una consistenza notevole.
Con simili metodiche anche i reperti scheletrici vengono preparati e conservati a secco, dopo aver effettuato numerosi ed accurati interventi di pulizia. Questi campioni scheletrici (ad esempio vertebre o cranio) rappresentano un materiale zoologico prezioso, ricco di informazioni sulla specie di provenienza; in alcuni casi da questi campioni può essere estratto il DNA, anche se frammentato ed in quantità ridotta, e da esso con indagini molecolari è possibile desumere le relazioni di parentela tra gli organismi, risalire al sesso, al tipo di alimentazione o alle patologie presenti in epoche passate.

Bibliografia:
CIPRIANI C., 2006. Appunti di museologia naturalistica. Firenze University Press, pp. 126.

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