Giffoni Valle Piana

Situato nei Picentini, monti che collegano la catena principale dell’Appennino ai monti della penisola sorrentina, il giacimento fossilifero di Giffoni Valle Piana, è stato oggetto di interesse, da parte dei geologi, sin dalla fine del 1797, quando iniziarono gli studi, voluti dal governo,  per una possibile coltivazione dei livelli bituminosi.
Le trasformazioni che investono il mondo occidentale nel corso dell’800, a seguito della seconda rivoluzione industriale, coinvolsero il ruolo stesso dello scienziato nella società. Il sistema produttivo è basato sullo sfruttamento delle materie prime ed il combustibile più importante per il funzionamento dei macchinari industriali è il carbone fossile. I livelli fossiliferi di Giffoni si presentavano molto ricchi di carbonio organico, tanto da dare origine a veri e propri scisti ittiolitiferi e a ligniti. (Il termine “scisti ittioliferi“ è qui usato non tanto per la presenza di pesci fossili ma per l’alta concentrazione di bitume, da cui veniva distillato il famoso ittiolo, pomata medicamentosa, molto usata nel passato).
Nel Regno delle Due Sicilie, le esigenze di approvvigionamento di questa preziosa risorsa, spinsero il Governo Borbonico a far analizzare, nel 1854, presso l’Arsenale di Napoli, le ligniti presenti nella zona al fine di programmare lo sfruttamento dei livelli bituminosi; i discreti risultati ottenuti, indussero il Governo ad affidare lo studio dettagliato dell’area ad Oronzo Gabriele Costa.
Con tale incarico le ricerche per lo sfruttamento industriale dell’ittiolo contenuto negli scisti si fecero più intense e il naturalista, che aveva già condotto, nella zona, ricerche mirate al recupero di materiale paleontologico, sfruttò l’occasione anche per incrementare ulteriormente le sue collezioni di studio.
Dopo quasi due anni di lavoro si accertò che gli scisti ittiolitici erano inutilizzabili dal punto di vista economico, ma le ricerche, condotte principalmente a scopo industriale, si rivelarono di notevole importanza scientifica in quanto misero in luce un gran numero di pesci, fossilizzati nei livelli bituminosi e di molluschi e resti vegetali nei calcari dolomitici.

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