Giacimento di Pietraroia

La presenza di vertebrati fossili nella zona di Pietraroja fu segnalata per la prima volta da Scipione Breislak nella sua opera “Topografia Fisica della Campania” del 1798. Lo studio scientifico dei reperti fu condotto da Oronzo Gabriele Costa che, tra il 1846 ed il 1865, pubblicò su di essi una ventina di lavori. Intorno agli anni 1914-1915 ad interessarsi del giacimento di Pietraroia fu Geremia D’Erasmo, eminente paleontologo, primo direttore del Museo di Paleontologia, che, nei suoi lavori, fornì una dettagliata descrizione dei pesci, rettili e anfibi del giacimento che allora ammontavano a circa 400 esemplari. Il primo nucleo della Collezione, acquistato dall’Università tra il 1850 ed il 1870, è costituito dagli esemplari studiati dal Costa. La collezione si è incrementata nel tempo in seguito ad acquisti e scavi, l’ultimo dei quali, condotto nel 1982 dall’Istituto e Museo di Paleontologia e dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, ha consentito il recupero di circa 400 esemplari quale nuovo materiale fossile, costituito di pesci e rettili, e di forme appartenenti ad altri nuovi gruppi sistematici.

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