Ittioliti di Castellammare di Stabia

Successione stratigrafica della penisola Sorrentina tra gli abitati di Vico Equense e  Castellammare di Stabia.   Dalla seconda metà del 1900 nessun pesce fossile è stato più estratto da  questi strati a causa della difficoltà di accesso alla parte sommitale della successione. I numerosi contributi scientifici sulla località, non hanno consentito di incrementare il numero di reperti esistenti.

Gli esemplari di pesci fossili provenienti da Castellammare di Stabia costituiscono, per il loro ottimo stato di conservazione, una delle raccolte più prestigiose del Museo di Paleontologia. La consistenza della collezione ammonta a circa una settantina di esemplari pressochè integri. Il nucleo originario di questa collezione fu ceduto, nel 1860, dal Real Museo Mineralogico al Museo di Geologia.
Dalla documentazione storica d’archivio si evince che questo primo nucleo si sia costituito grazie alle donazioni di studiosi quali Arcangelo Scacchi, Salvatore Trinchese, Raffaello Bellini, Pasquale Mola.
La maggior parte degli esemplari fu raccolta nel 1840 durante i lavori di sbancamento che si ebbero in occasione della costruzione dell’attuale strada statale sorrentina.
Successivamente, negli anni dal 1866 al 1884, si ebbe un incremento della collezione per opera del professor Guglielmo Guiscardi. Tuttavia, fu solo nel 1887, grazie all’opera costante del professor Francesco Bassani, che la collezione raggiunse l’attuale consistenza.

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