Pesce violino

Pesce violino Rhinobatos rhinobatos (Linnaeus, 1758)
Phylum: Chordata
Classe: Chondrichthyes
Ordine: Rajiformes
Famiglia: Rhinobatidae
Località di provenienza: Golfo di Napoli, Napoli, Campania, Italia
Collezione: Regio Museo Zoologico
N. Catalogo: Z431

 

Pesce violino (Rhinobatos rhinobatos), Napoli Z431

Pesce violino (Rhinobatos rhinobatos), Napoli Z431

Esemplare naturalizzato (lunghezza tc 68 cm circa) di maschio subadulto di pesce violino Rhinobatos rhinobatos, pescato nel Golfo di Napoli nel 1873 e acquisito dal Museo sotto la direzione di Achille Costa. Questa specie fu descritta ed illustrata da Fabio Colonna nel 1592, infatti molti autori antichi, tra i quali lo stesso Oronzio Gabriele Costa si riferirono a questa specie con il nome di Rhinobatus columnae. I pescatori del Golfo di Napoli considerano tale specie un incrocio tra uno squadro (Squatina spp.) e una razza (Raja spp.), credenza che risale addirittura ai tempi di Aristotele, il primo a descrivere questi bizzarri pesci. Oronzio Gabriele Costa, professore di zoologia dell’Università di Napoli, pubblicò una accurata descrizione della specie nel volume dei pesci della “Fauna del Regno di Napoli”, opera miliare dell’ittiologia italiana.
Pesce cartilagineo con corpo schiacciato dorso-ventralmente nella parte anteriore che si prolunga in avanti con un muso triangolare caratterizzato da due creste rostrali cartilaginee. Presenta due pinne dorsali di dimensioni simili, due ampie pinne pettorali che formano un unicum con la testa e il muso, le ventrali separate nella parte posteriore e abbastanza sviluppate e una pinna caudale con margine tagliato di netto.
Gli occhi, posti al disopra degli spiracoli, presentano al di sopra della pupilla un lembo cutaneo. La piccola bocca ventrale ha mascelle ricoperte da numerose serie di denti arrotondati. Anche le cinque fessure branchiali e le aperture nasali si aprono ventralmente. La pelle è zigrinata maggiormente sul dorso che sul lato ventrale e in modo particolare sul muso; essa, inoltre, presenta lungo il dorso e nella regione scapolare spine. La colorazione è variabile dal grigio-bruno al verde nella parte dorsale, ed è bianca nella regione ventrale con una discreta variabilità tra individui e regioni geografiche.
Vive in acque costiere sui fondi sabbiosi o fangosi, a basse profondità.
È una specie ovovivipara che nel Mediterraneo si riproduce da febbraio a luglio, con 4-10 embrioni per volta.
Si nutre di crostacei e molluschi,  gasteropodi e bivalvi, dei quali riesce a spezzare il duro tegumento tritandolo con le mascelle.
Presente lungo le coste dell’Atlantico orientale dalla parte meridionale del Golfo di Biscaglia all’Angola. In Mediterraneo è presente soprattutto nella porzione meridionale. Fino alla metà del novecento la specie era pescata occasionalmente nel Golfo di Napoli, recenti studi hanno evidenziato che in questa area è localmente estinta.

Bibliografia:
HAMLETT W.C., 2005. Reproductive Biology and Phylogeny of Chondrichthyes: Sharks, batoids and chimaeras. Science Publishers, Enfield, NH, USA, pp. 576.
NOTARBARTOLO DI SCIARA, BIANCHI, 1998. Guida degli squali e delle razze del mediterraneo. Franco Muzzio Editore, pp. 388.
PSOMADAKIS P. N., MAIO N. & VACCHI M., 2009. The chondrichthyan biodiversity in the Gulf of Naples (sw italy, tyrrhenian sea): an historical overview. cybium. In press
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