Le ampolle del Lorenzini

Le ampolle del Lorenzini sono speciali organi di senso tipiche di alcuni Condroitti, gli Elasmobranchi, e prendono il nome da Stefano Lorenzini, il medico italiano, che verso la fine del 1700 scoprì tali strutture anatomiche.
Si tratta di gruppi di minuscoli tubuli presenti nella pelle della regione cefalica e contenenti un fluido gelatinoso che emerge dal poro escretore in seguito a leggera pressione esercitata su di essi. In ciascun gruppo ogni ampolla consiste in un canale più o meno lungo che si apre sulla superficie cutanea con un minuscolo poro e la cui base, raggiunta dalle fibre nervose, generalmente si dilata in diverticoli.
La parete del canale è tappezzata da un epitelio pavimentoso semplice; la parete della base è invece tappezzata da uno strato di cellule piramidali a superficie appiattita, riccamente innervate e costituenti l’epitelio sensoriale, intercalate da grosse cellule piriformi che secernono la sostanza gelatinosa contenuta nel canale.
Le ampolle del Lorenzini sono state per lungo tempo interpretate come organi destinati a percepire le variazioni della pressione idrostatica tramite cambiamenti del grado di rigonfiamento del loro contenuto gelatinoso che preme sull’epitelio sensoriale, deputati quindi ad informare l’animale della profondità alla quale si trova (funzione svolta in molti osteitti dalla vescica natatoria).
Recenti studi hanno, invece, dimostrato che le ampolle del Lorenzini sono elettrocettori, attraverso i quali gli squali e le razze riescono ad individuare i campi elettro-magnetici prodotti da eventuali prede. Le ampolle hanno anche funzione termocettrice, informando l’animale dei cambiamenti della temperatura dell’acqua.

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