Età del Bronzo

L’Età del Bronzo (III-II millennio a.C.) rappresenta il primo stadio dell’Età dei Metalli. Essa è contraddistinta dall’adozione della metallurgia del bronzo (lega di rame e stagno). L’utilizzo del bronzo consentì di fabbricare una maggiore varietà di utensili e di armi. L’elevato costo di produzione di questi strumenti comportò il perdurare dell’impiego di utensili in pietra, la cui realizzazione risultava meno onerosa dal punto di vista economico.
La lavorazione del bronzo introdusse nuove organizzazioni sociali e culturali: l’acquisizione delle materie prime implicò infatti spostamenti umani e intreccio di relazioni. Inoltre, il metallo poteva essere riutilizzato, costituendo così la prima materia riciclabile.
L’Età del Bronzo viene suddivisa nelle fasi antica, media, recente e finale. Il Bronzo finale è seguito dall’Età del Ferro.
Nel Museo di Antropologia sono presenti numerosi reperti attribuiti all’Età del Bronzo. Tra questi, ricordiamo la Collezione di oggetti proveniente da Troia, identificata con Hissarlik in Turchia. Essa fu donata nel dicembre del 1878 a Giustiniano Nicolucci da Heinrich Schliemann, il celebre scopritore e scavatore di Troia e di Micene. La collezione, ascrivibile all’antica età del Bronzo anatolica (circa 3000 a.C.), è costituita da 196 reperti, oggetti di pietra quali macine a mano con macinello, asce-martello, lame di ascia, elementi di pietra scheggiata.

Bibliografia:

FEDELE F., GUADAGNO G., 1984. Campania Archeologica. Novara
FEDELE F., 1999. Il Museo di Antropologia: origini, sviluppo e riscoperta, in I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II, a cura di Fratta A., Fridericiana Editrice Universitaria, 185-259.
FEDELE F., 2007. Introduzione al popolamento preistorico della Campania nel contesto dell’Italia meridionale, in Testimonianze dell’uomo paleolitico tra Irpinia e Daunia, a cura di Forgione S., Soldati I., Velox Print, 21-48.

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