Evoluzionismo

Fino alla fine del 1700 perdurò una visione creazionista del mondo naturale, secondo cui ogni specie esiste in quanto è stata creata da Dio e chiamata in vita all’atto della Creazione. Secondo tale concezione le specie erano stabilite e non potevano subire modifiche (teoria del fissismo).
Nei primi anni del 1800 Lamarck nell’opera Philosophie zoologique affermò che gli organismi, così come si presentavano, erano il risultato di un processo graduale di modificazione che avveniva sotto la pressione delle condizioni ambientali. Sebbene la teoria di Lamarck fosse in vari punti criticabile, il suo autore fu il primo scienziato ad affermare la trasformazione dei viventi.
Nel 1859 il naturalista inglese Charles Darwin rivoluzionò le idee dei naturalisti con la pubblicazione de L’origine delle specie per selezione naturale, ossia l’affermarsi delle razze privilegiate nella lotta per l’esistenza. Darwin affermò che gli organismi di una stessa specie presentano una certa variabilità individuale; sulla variabilità intraspecifica agisce la selezione naturale permettendo la sopravvivenza di certi caratteri e non di altri e la loro trasmissione alla progenie.

Bibliografia:
RIDLEY M., 2006. Evoluzione. La storia della vita e i suoi meccanismi. McGraw-Hill pp. 736.
PIEVANI T., 2006. La teoria dell’evoluzione. Il Mulino, pp. 136.

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