Falconeria

Smeriglio (Falco colombarius) Z4746

Smeriglio (Falco colombarius), Napoli, Z4746

La falconeria è la pratica della caccia mediante uccelli da preda selvatici (essenzialmente Falconiformi, Accipitriformi), ammaestrati a raggiungere, catturare e consegnare l’uccello predato al cacciatore (falconiere).
Le origini della Falconeria sono molto antiche. Alcuni autori la fanno risalire al 3000 a .C. in Medio Oriente, mentre le sue origini in Occidente sono più recenti e databili tra il IV e V secolo d.C.
In Italia la falconeria conobbe nel  Medioevo un periodo di particolare splendore presso le corti di feudatari, re e imperatori, divenendo segno distintivo di nobiltà, tanto che i falconi venivano portati a corte, in chiesa o anche in battaglia. Durante le crociate i Cristiani e i Saraceni utilizzavano i falchi come offerte di pace.
La rivoluzione francese segnò l’inizio di un periodo di lento declino, tanto che agli inizi del XX secolo la straordinaria relazione uomo-falco era andata completamente persa ed era in atto una spietata persecuzione di molte specie di Falconiformi.
La storia della falconeria si incrocia con la storia dell’imperatore Federico II di Svevia (1194-1250). Per Federico II la falconeria non rappresentava solo una manifestazione simbolica di potere, ma costituiva una vera passione che coltivò per tutta la vita, e che gli permise di conoscere meglio il mondo della natura. Egli infatti coltivò a lungo studi ornitologici finalizzati, soprattutto, alla pratica della falconeria, ebbe contatti con molti abili falconieri mediorientali ed introdusse dal mondo arabo l’uso del cappuccio, in sostituzione alla traumatica tecnica in uso fino ad allora in Europa di cigliare le palpebre dei rapaci, cioè di suturarle allentando gradualmente tale sutura con l’avanzare del livello di addestramento. Elaborò così il suo celebre trattato De arte venandi cum avibus, ancora oggi “bibbia” dei falconieri, con il quale ha aperto la strada ad un maggior rispetto per i rapaci.

Di questa opera, esistente in un’unica copia originale presso la Bibliothèque Nazionale de France a Parigi, è stata realizzata qualche anno fa una costosa copia anastatica.
Negli ultimi anni sono sorti molti centri di Falconeria, grazie ai quali è stato possibile valorizzare questa splendida Arte aperta a tutti gli appassionati della natura e degli animali. Quest’arte  è divenuta anche occasione di sbocco professionale, dal momento che l’uso di rapaci addestrati è l’unico mezzo per tenere lontano altri uccelli non graditi, come i gabbiani nelle discariche, i piccioni nei centri storici delle città d’arte o volatili che negli aeroporti risultano pericolosi entrando in collisione con i motori degli aerei in fase di decollo o atterraggio (bird-strike).
Le specie maggiormente utilizzate in falconeria sono: il Girfalco (Falco rusticolus), il Lanario (Falco biarmicus), il Falco sacro (Falco cherrug), il Pellegrino (Falco peregrinus), lo Smeriglio (Falco colombarius) tra i Falconiformi; l’Astore (Falco palumbarius) e lo Sparviere (Accipiter nisus) tra  gli  Accipitriformi.

Bibliografia:
CAMERINI G., 2006. Falconeria. L’arte antica di addestrare e cacciare con i falchi. Camerini Ed., pp. 155
GENSBOL B. 1992. Guida ai rapaci diurni d’Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Zanichelli, pp.374.

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