Falconiformi

Vetrina Falconiformi, Accipitriformi e falconeria

Vetrina Falconiformi, Accipitriformi e falconeria

L’ordine dei Falconiformi comprende uccelli predatori, dotati di becco corto e uncinato, di capo grande e di zampe robuste, fornite di unghie incurvate dette artigli. Guidati da una vista eccellente, questi uccelli predano di giorno, utilizzando gli artigli per afferrare la preda e il becco per lacerarla. Ottimi volatori, possiedono ali grandi e arrotondate nelle specie che si muovono lentamente planando, e piccole ed appuntite in quelle che sfrecciano.
Nei Falconiformi la femmina generalmente è più grande del maschio, mentre la livrea nei due sessi appare simile.
Solitari o gregari, questi uccelli sono distribuiti, ad eccezione dell’Antartide, in tutto il mondo e concorrono a mantenere un corretto equilibrio biologico dell’ambiente, perché cacciando gli organismi più deboli migliorano le caratteristiche delle popolazioni che vivono nel loro territorio, quali ad esempio i roditori, e, inoltre, ne  rimuovono le carogne.
Molte specie durante il corteggiamento si esibiscono in voli coreografici. Preparato il nido sul terreno, su rocce o su alberi i genitori nutrono i piccoli, attratti dal contrasto dei colori che caratterizza piumino e becco. Nel caso di più pulcini nella nidiata, quelli più robusti si appropriano con prontezza del cibo, mentre il più debole spesso soccombe, sino a divenire preda dei fratelli.
Le specie viventi di Falconiformi sono distribuite in cinque famiglie: i Catartidi (condor, avvoltoi del Nuovo Mondo), i Sagittariidi (serpentario), gli Accipitridi (aquile, sparvieri, poiane, albanelle, avvoltoi del Vecchio Mondo), i Falconidi (falchi) e i Pandionidi (falco pescatore).
Perseguitati a torto per decenni, questi Uccelli svolgono importanti funzioni di controllo delle popolazioni di molti animali e di rimozione di carogne, possibili focolai d’infezione.
La storia naturale dei Falconiformi e Accipitriformi si incrocia con la storia di Federico II di Svevia (1194-1250), da cui fu fondata l’Università alla quale afferisce il Centro Musei. Infatti, l’Imperatore coltivò a lungo studi ornitologici finalizzati, soprattutto, alla pratica della falconeria, e che diedero corpo al suo celebre trattato De arte venandi cum avibus.

Bibliografia:
BADINO G., MASUTTI L., LODI E., TORTONESE E., ANDREOLI R., TORCHIO M., BRUNO S., GUERRA M., CAGNOLARO L.,  2005. La Scienza. Il Regno Animale. Volume II, UTET Cultura, pp.779.
FRAISSINET M., DE FILIPPO G., KALBY M., 1984. Revisione sistematica dell’ordine dei Falconiformi (Falconiformes) della collezione dell’Istituto e Museo di Zoologia, dell’Università degli Studi di Napoli. Bollettino Società Naturalisti, Napoli, 93, pp. 257-272.

Falco cuculo (Falco vespertinus) Z4740

Falco cuculo (Falco vespertinus) Caserta, Z4740

Poiana comune (Buteo buteo) Z4682

Poiana comune (Buteo buteo) Bagnoli Napoli, Z4682

Nibbio reale (Milvus milvus)  Z4613

Nibbio reale (Milvus milvus) Astroni Napoli, Z4613

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