Il volo

Aquila del Bonelli (Hieraetus fasciatus) Z4710

Aquila del Bonelli (Hieraetus fasciatus) Z4710

Gli Uccelli sono Vertebrati che possiedono quale carattere distintivo la capacità di volare, sebbene alcune specie nel corso dell’evoluzione abbiano perso tale attitudine.
La conquista dell’ambiente aereo è stata possibile grazie ad alcune modificazioni del corpo acquisite nel corso dell’evoluzione:
1) gli arti anteriori, la cui pelle è munita di penne modificate per il volo, si sono trasformati in ali;
2) lo scheletro, costituito da ossa cave, è divenuto leggero e al tempo stesso resistente e flessibile.
Nell’arto anteriore mano e dita sono ridotte e la superficie alare risulta costituita da specifiche penne rigide di notevoli dimensioni, dette remiganti.
Importanti per il volo è anche un altro tipo di penne, quelle che rivestono la superficie della coda; esse prendono il nome di timoniere perché fungono proprio da timone durante il volo.
Le ali sono mosse, in modo peculiare, da voluminosi e potenti muscoli pettorali. Esse, così, trasferiscono al corpo la spinta necessaria al decollo e consentono le infinite acrobazie aeree di questi Vertebrati.
Un uccello per volare deve sviluppare una forza che controbilanci la resistenza che si oppone al suo movimento in avanti per la forza di gravità. E’ proprio il battito delle ali che produce questa forza e più grandi sono le ali meno velocemente l’animale dovrà batterle, dato che una superficie alare ampia conferisce maggiore potenza.
Le diverse specie di uccelli adottano vari stili di volo a seconda delle dimensioni e della forma delle ali, oltre che della distanza da coprire e della velocità necessaria.
Le ali possono essere piccole o grandi rispetto alle dimensioni del corpo e possedere, pertanto, un carico alare ridotto o elevato. Possono, inoltre, essere lunghe e appuntite, brevi e arrotondate, fortemente convesse o quasi piatte, ampie o strette, fessurate o prive di fessure.
Sulla base di queste importanti caratteristiche si distinguono quattro tipologie strutturali e funzionali di ali.
Le ali ellittiche, caratterizzate da modesto allungamento alare, sono molto convesse ed hanno le estremità delle primarie esterne separate da numerose fessure. Ciò fa si che le punte di queste penne possano ruotare tra loro, muovendosi un po’ come pale di un’elica. Uccelli che vivono nelle foreste, nei terreni boscosi, dove devono volare aggirando ostacoli hanno ali di questo tipo.
Le ali ad alta velocità presentano un allungamento alare moderatamente elevato, sono lievemente curvate e terminano con un’estremità appuntita, senza fessure. Durante il volo assumono una disposizione a forma di freccia. Tutti gli Uccelli con volo rapido, per un fenomeno di convergenza evolutiva, hanno questo tipo di ali.
Le ali ad elevato allungamento sono lunghe e strette, piatte e prive di fessure tra le primarie esterne. Queste sono le ali di grossi uccelli marini come le berte e gli albatri dotati di muscoli pettorali piuttosto piccoli rispetto alle notevoli dimensioni corporee così che decollano correndo, sfruttando un forte vento o lanciandosi da una quota elevata e planano in modo formidabile.
Le ali ad alta portanza, hanno un allungamento intermedio tra quello dell’ala ellittica e quello dell’ala ad elevato allungamento, una accentuata incurvatura e una marcata fessurazione tra le remiganti primarie. Tali caratteristiche conferiscono a queste ali un ridotto carico alare e una buona manovrabilità. Avvoltoi, aquile, cicogne ed altri grandi uccelli hanno questo tipo di ali.
Anche per il volo è possibile distinguere quattro modalità diverse di volare.
Quando un uccello si mantiene in volo battendo le ali si parla di volo battente. Esso consiste in un movimento rotatorio delle ali che va prima verso il basso e in avanti, poi verso l’alto e all’indietro, descrivendo un otto.
Quando l’uccello si lascia trasportare dal vento con le ali aperte ed immobili abbiamo il volo planato.
Quando l’animale, sempre con ali aperte ed immobili, sfrutta correnti ascenzionali grazie alle quali volteggia con un movimento a spirale si parla di volo librato.
Quando l’uccello rimane immobile in un punto, posizionando il corpo ad angolo e batte velocemente le ali abbiamo il volo stazionario.
Il volo battente è il più dispendioso da un punto di vista energetico, mentre il volo planato e quello librato sono tipi di volo che non richiedono all’animale molta energia.
In natura un esempio senza alcun dubbio spettacolare di tutti i tipi di volo viene dai Falconiformi.
Ottimi volatori, questi uccelli hanno ali di forma differente secondo il tipo di volo cui sono adattati e il tipo di preda che sono soliti cacciare.
Tra i falconidi il girfalco, il pellegrino, il lanario possiedono ali lunghe ed appuntite con una superficie ampia, piatta e priva di fessure. La coda è stretta e lunga e consente loro di equilibrarsi, frenare e voltarsi durante il volo.
E’ possibile veder planare questi uccelli maestosamente per ore, senza accennare il minimo battito d’ali. Raggiunte, così, quote elevate con una picchiata verticale rapidissima si calano ad ali chiuse per afferrare la preda, con velocità anche di 300 Km/ora.
Il gheppio, falco di piccole dimensioni, vola con rapide battute d’ala, ogni tanto scivola e frequentemente per periodi lunghi fa “lo spirito santo” contro vento. Durante la predazione utilizza anche il volo stazionario in quanto rimane immobile in un punto, posizionando il corpo ad angolo e battendo velocemente le ali, per poi scendere a picco sulla preda.
Tra i grandi accipitridi le aquile, gli avvoltoi e i condor hanno coda e ali larghe, caratterizzate da grande curvatura e da fessure alari tra le penne primarie.
In queste specie le ali sono altamente manovrabili ed impediscono lo stallo durante il volo.
Tra i piccoli accipitridi lo sparviere con le sue ali piccole e arrotondate sfreccia nell’aria, alternando numerosi rapidi battiti d’ala con una breve planata e talvolta volteggia.

Bibliografia:
BADINO G., MASUTTI L., LODI E., TORTONESE E., ANDREOLI R., TORCHIO M., BRUNO S., GUERRA M., CAGNOLARO L.,  2005. La Scienza. Il Regno Animale. Volume II, UTET Cultura, pp.779.
POUGH F.H., HEISER J.B., MCFARLAND W.N., 1993. Biologia evolutiva e comparata dei vertebrati. Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 935 pp.

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