Pesci ossei o Osteitti

Vetrina Osteiti

Vetrina Osteitti. Foto di Riccardo Giordano

I pesci ossei, o Osteitti, costituiscono la classe di Vertebrati acquatici attualmente più diffusi ed adattati agli ambienti acquatici della terra, di dimensioni da pochi millimetri a diversi metri.
Sono caratterizzati da scheletro ossificato e corpo rivestito da scaglie ossee di origine dermica, che si presentano come placche ampie e spesse nei gruppi più primitivi e come sottili laminette sovrapposte in quelli più recenti (Teleostei). Le scaglie sono permanenti e aumentano di superficie all’accrescersi dell’animale, formando tipici anelli dal cui numero si può stimare l’età. Nei Pesci ossei sono presenti una o due pinne dorsali ed una anale; le pinne sono formate da una membrana sostenuta da raggi ossei, rigidi o flessibili. Nei gruppi più primitivi i due lobi della coda hanno lunghezza differente (pinna eterocerca), mentre nella maggior parte delle specie i due lobi della pinna hanno lunghezza simile (pinna omocerca). Tipica dei pesci ossei è la vescica natatoria, una sorta di sacco ripieno di gas (essenzialmente azoto, anidride carbonica e ossigeno), che  consente al pesce di adattare il proprio peso specifico a quello dell’acqua, in modo da regolare il galleggiamento al variare della profondità. In alcune specie, la vescica natatoria si è trasformata in un sacco polmonare, che consente la respirazione aerea in aggiunta alla respirazione branchiale, in modo da permettere la sopravvivenza  anche in ambienti soggetti a siccità temporanee. Nei pesci le branchie sono gli organi deputati alla respirazione; sorrette da archi branchiali cartilaginei o ossei sono protette da una struttura ossea mobile, detta opercolo.
I  pesci ossei sono muniti di mascelle sviluppate e articolate al cranio, con denti. Hanno occhi ben sviluppati, non protetti da palpebre. Il cuore è biloculare con atrio ventricolo, seno venoso e cono arterioso: in esso scorre solo sangue venoso. I reni sono mesonefrici ed eliminano ammoniaca nelle forme larvali, ossido di trimetilammina negli adulti.
Sono pecilotermi e alcune specie di grande taglia possono aumentare la temperatura grazie ad un’attività muscolare molto intensa.
Sono a sessi separati, in alcuni casi ermafroditi successivi. Di solito sono ovipari con gonadi pari (dotate di gonodotti), uova telolecitiche e fecondazione esterna.
Comparsi nel Siluriano superiore (circa 420 milioni di anni fa), i Pesci ossei si distinsero presto in due linee evolutive: Attinopterigi e Sarcopterigi.
Tra gli Attinopetrigi, i Teleostei hanno biologia ed ecologia estremamente varie. Molte specie marine nectoniche (tonni, sardine) sono spesso gregarie, e compiono estese migrazioni a scopi alimentari e riproduttivi. Le specie marine bentoniche (cernie, murene) vivono in prossimità del fondo e nuotano lentamente, usando di frequente le pinne pari per la locomozione; i Pleuronettiformi (rombi, sogliole) sono appiattiti e si mimetizzano sul fondo, assumendone il colore e giacendo sempre su un fianco (questo determina lo spostamento di un occhio accanto all’altro sul lato opposto). Numerose specie vivono nelle acque dolci.
Molti Sarcopterigi erano forniti di sacchi polmonari, molto vantaggiosi per la sopravvivenza nelle acque dolci del Paleozoico soggette a lunghi periodi di siccità. I Dipnoi attuali vivono in acque interne tropicali poco profonde, dove spesso l’ossigeno scarseggia. Analogamente le specie africane e sudamericane nella stagione arida sopravvivono, restando nel fango e respirando grazie ai sacchi polmonari fino alla stagione delle piogge.
Molte specie di Attinopterigi sono ovipare, hanno fecondazione esterna e sviluppo indiretto, con una fase larvale. Producono moltissime uova, anche 30 milioni in una sola stagione riproduttiva. Nelle specie vivipare la fecondazione è interna e lo sviluppo è diretto. La maggior parte delle specie non effettua cure parentali, ma vi sono casi in cui le uova vengono sorvegliate o incubate in una tasca ventrale del maschio (cavalluccio marino o ippocampo).
Alcune specie, come salmoni e anguille, compiono migrazioni anche molto lunghe tra il mare e le acque dolci per riprodursi. Le anguille si riproducono in mare e le loro larve si portano nelle acque dolci (specie catadrome); i salmoni, al contrario, vivono in acque marine e ritornano nei fiumi per riprodursi (specie anadrome).
Gli Attinopterigi comprendono i Condrostei attualmente rappresentati da Polipteri, Storioni e pesci spatola, ed i Neopterigi. Gli storioni, specie dalla carne pregiata e dalle uova molto ricercate (caviale) rischiano l’estinzione.
I Neopterigi comprendono Olostei e Teleostei. Dei primi sopravvivono tuttora nelle acque dolci dell’America centrosettentrionale e a Cuba, i Lepisosteiformi (pesci dal becco) e gli Amiiformi (Amia calva).
I Teleostei rappresentano oggi il gruppo di Vertebrati maggiormente diversificato, con circa 21.000 specie. Questo successo dipende da vari fattori, quali l’ampia versatilità alimentare, la varietà delle tecniche di nuoto e l’elevato potenziale riproduttivo.

Bibliografia:
CARTER S., GREENHALGH M., 2003. Riconoscere i pesci d’acqua dolce d’Italia e d’Europa, Muzzio Ed., pp 212.
POUGH F.H., HEISER J.B., MCFARLAND W.N., 1993. Biologia evolutiva e comparata dei vertebrati. Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 935 pp.

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