Pesce cartilagineo

Cuore di squalo (Carcharodon carcharias) Z1244

Cuore di squalo (Carcharodon carcharias) Z1244

I Pesci Cartilaginei, o Condritti, sono così definiti perché hanno uno scheletro cartilagineo, ricco di sali calcarei che gli conferiscono una notevole consistenza. In molte specie, la pelle è fornita di scaglie (cosiddette “placoidi”) simili a dentelli, mentre in altre le scaglie possono essere assenti o organizzate in placche con aculei. La bocca è posta, generalmente, in posizione ventrale; le mascelle sono ben sviluppate e indipendenti dal cranio, al quale sono “sospese” in vario modo. I denti si rigenerano sempre e sono più o meno grandi; essi servono, oltre che a trattenere la preda, a tagliarla ed a triturarne le parti dure. Le branchie si aprono all’esterno attraverso cinque (eccezionalmente sei o sette) fessure branchiali oltre ad una piccola apertura anteriore, lo spiracolo, situata dietro l’occhio. La coda è fornita di due lobi, uno superiore e uno inferiore; nel lobo superiore si spinge la parte terminale della colonna vertebrale.
I Condritti attuali sono suddivisi nelle sottoclassi degli Elasmobranchi e degli Olocèfali, diffusi nei mari di tutto il mondo.
Gli Elasmobranchi comprendono Squaloidei, Galeoidei e Rajioidei (detti anche Batoidei), tutti rappresentati nel Mediterraneo. Gli Squaloidei ed i Galeoidei, comunemente detti squali, sono buoni nuotatori con corpo affusolato caratterizzato da una o due pinne impari dorsali e una pinna anale; la coda termina con un’ampia pinna asimmetrica, con lobo dorsale molto espanso. La dieta degli squali è varia e spazia dal plancton filtrato ad altri animali anche di notevoli dimensioni.
I Rajioidei hanno corpo depresso, con fessure branchiali ventrali; vivono sul fondo, mimetizzandosi con l’ambiente circostante e catturano le prede che si avvicinano. Le torpedini stordiscono la preda con scariche elettriche emesse da particolari organi, risultati da elementi muscolari modificati.
Gli Olocèfali comprendono le cosiddette chimere che hanno denti trasformati in piastre e triturano le conchiglie di Molluschi ed Echinodermi dei quali si nutrono. Le branchie sono coperte da un opercolo membranoso per cui le fessure branchiali non sono visibili all’esterno; la prima pinna dorsale reca un aculeo velenifero e quella caudale è allungata e pisciforme.
Tutti i Condritti hanno, tipicamente, intestino breve, anche se la sua superficie di assorbimento è ampliata da una plica disposta a spirale (valvola spirale). L’olfatto è sviluppato, in particolar modo negli squali.
La fecondazione generalmente è interna: il maschio è dotato di due organi copulatori, i gonopodi, formati da parti modificate delle pinne pari posteriori, per il trasferimento degli spermi negli ovidutti delle femmine. Molte specie sono vivipare con un contributo materno allo sviluppo degli embrioni. Nelle specie ovipare ogni uovo è contenuto in un guscio munito di filamenti con cui viene fissato alla vegetazione sommersa. Lo sviluppo è diretto, il piccolo è cioè morfologicamente simile all’adulto.
I Condritti hanno un’origine antichissima: apparvero sulla Terra nel Devoniano Inferiore, più di 400 milioni di anni fa, con i Cladodonti dai quali si svilupparono una grande varietà di forme e rappresentano i più primitivi fra i pesci oggi viventi.

Bibliografia:
HAMLETT W.C., 2005. Reproductive Biology and Phylogeny of Chondrichthyes: Sharks, batoids and chimaeras. Science Publishers, Enfield, NH, USA, pp. 576.

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