Rettili

Coccodrilli del Nilo (Crocodilus niloticus) Z953-954

Coccodrilli del Nilo (Crocodilus niloticus) Z953-954. Foto di Riccardo Giordano

I Rettili sono i primi Vertebrati pecilotermi che hanno colonizzato la terra ferma grazie alla presenza di una spessa pelle, dotata di squame cornee, che li protegge dalla disidratazione e di un uovo amniotico in grado di svilupparsi anche lontano dall’acqua. Gli arti, originariamente adattati alla deambulazione, nelle tartarughe vengono trasformati in pinne e in molti Squamati sono ridotti o del tutto assenti.
Hanno sessi separati e la fecondazione è interna. Possono essere ovipari, ovovivipari e vivipari ed hanno sviluppo diretto.
Generalmente i Rettili sono carnivori e quasi tutti hanno denti sostituiti in alcuni casi (Testudinati) da un becco corneo tagliente (ranfoteca) o in altri casi collegati a ghiandole salivari modificate per la secrezione di veleno (Squamati).
I Rettili sono comparsi nel carbonifero inferiore (circa 350 milioni di anni fa) ed hanno avuto origine da antenati Anfibi. Rapidamente si diffusero nei più vari ambienti terrestri e, alcuni, anche in ambienti acquatici. Nel Mesozoico (tra 245 e 65 milioni di anni fa) ebbero grande sviluppo (erano dei Rettili giganti), ma alla fine dell’era la maggior parte di essi si estinse lasciando il dominio a Uccelli e Mammiferi. Fin dalle origini i Rettili si separarono in tre linee evolutive principali che hanno portato, rispettivamente, ai Testudinati, ai Mammiferi ed a Squamati, Coccodrilli e Uccelli.
Attualmente sopravvivono quattro ordini: i Testudinati (tartarughe), i Coccodrilli, gli Sfenodonti (tuatara) e gli Squamati (lucertole e serpenti), con circa 6000 specie diffuse prevalentemente nelle regioni calde e temperate.
Bibliografia:
ARNOLD E.N., BURTON J.A., 1985. Guida dei rettili e degli Anfibi d’Europa. Franco Muzzio editore, Padova, 244 pp.
BADINO G., MASUTTI L., LODI E., TORTONESE E., ANDREOLI R., TORCHIO M., BRUNO S., GUERRA M., CAGNOLARO L.,  2005. La Scienza. Il Regno Animale. Volume II, UTET Cultura, pp. 779.

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