Squamati

L’ordine degli Squamati include Rettili che presentano corpo rivestito di squame cornee, talvolta rinforzate da ossificazioni dermiche. Essi, inoltre, hanno una particolare struttura del cranio che consente notevole apertura delle fauci.
Negli Squamati, come negli Anfibi, si verifica il fenomeno della muta attraverso cui avviene il rinnovamento degli strati superficiali dell’epidermide. Questa può essere eliminata tutta insieme, formando la cosiddetta esùvia, o a lembi.
Si accrescono per un periodo limitato della vita, contrariamente a quanto accade nei coccodrilli e nelle tartarughe.
Gli Squamati sono un gruppo in espansione, adattato a molteplici habitat. Comprendono circa 6500 specie terrestri, marine o di acqua dolce, diffuse su tutti i continenti (eccetto l’Antartide). Si distinguono Sauri ed Ofidi o Serpenti.
I Sauri sono gli squamati più antichi e primitivi, evolutisi, probabilmente, fin dagli inizi del Mesozoico (225-65 milioni di anni fa circa). Privi dell’arcata inferiore temporale del cranio, hanno apparato mascellare molto flessibile che permette loro di catturare e ingerire prede di considerevoli dimensioni. In genere posseggono quattro arti, salvo alcune specie in cui sono ridotti o perduti del tutto.
Gli Ofidi o serpenti si sono evoluti durante il Cretaceo (135-65 milioni di anni fa circa), differenziandosi dai Sauri soprattutto per quel che riguarda l’alimentazione, la locomozione e gli organi di senso. Del tutto privi dell’arcata ossea che circonda l’apertura temporale, i serpenti hanno mascelle straordinariamente flessibili che consentono l’ingestione di prede di dimensioni eccezionali. La lingua costituisce per loro un importante organo di senso supplementare. Biforcuta e sensibilissima, la lingua viene estroflessa fuori dalla bocca e ritratta insieme alle particelle rimaste sulla sua superficie; queste dalla bocca passano alla cavità nasale consentendo la percezione degli odori.

Modello in cera di marasso (Vipera berus) Z6317

Modello in cera di marasso (Vipera berus) Z6317

Pitone di Seba (Python sebae) Z2404

Pitone di Seba (Python sebae) Z2404. Foto di Riccardo Giordano

Bibliografia:
BADINO G., MASUTTI L., LODI E., TORTONESE E., ANDREOLI R., TORCHIO M., BRUNO S., GUERRA M., CAGNOLARO L.,  2005. La Scienza. Il Regno Animale. Volume II, UTET Cultura, pp. 779.

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