Uccelli

Gufo reale (Bubo bubo) Capodimonte Napoli, Z5022

Gufo reale (Bubo bubo) Capodimonte Napoli, Z5022

Gli Uccelli sono dotati di penne le quali, oltre a consentire il volo, isolano il loro corpo e concorrono, così, a tenerne costante la temperatura. Essi sono, infatti, animali omeotermi e, per far fronte alle enormi richieste energetiche del volo, devono sostenere un metabolismo molto attivo che si esprime con una elevata temperatura interna. Le penne sono delle strutture cornee formate da cheratina, un po’ come i nostri capelli; esse assumono sviluppo e forma differente a seconda della loro funzione. E’ facile, così, individuare in un uccello, oltre ad un gran numero di penne che lo rivestono, anche altre, come le remiganti e le timoniere, chiamate a consentire e regolare il volo.
Lo sviluppo del volo negli Uccelli ha richiesto non poche modificazioni al loro corpo. Così, gli arti anteriori si sono trasformati in ali che, mosse in modo peculiare dai voluminosi e potenti muscoli pettorali, permettono agli Uccelli di librarsi nell’ambiente aereo e di compiervi infinite acrobazie proprie di molti aspetti della loro vita di relazione.
Ma non tutti gli Uccelli sono in grado di volare. Alcuni, infatti, nel corso dell’evoluzione hanno perso questa capacità perché sono divenuti buoni corridori o imbattibili nuotatori.
L’adattamento al volo ha comportato anche una modificazione dello scheletro, formato ora da tipiche ossa cave (ossa pneumatiche) che sono al tempo stesso leggere, resistenti e flessibili.
Gli Uccelli non sviluppano i denti; la loro funzione è espletata dal becco, una speciale struttura cornea che riveste i margini della bocca. Basta osservare pochi esemplari di specie differenti per rendersi conto che il becco ha forma molto varia, perfettamente adatta al tipo di alimentazione. A seconda delle specie gli Uccelli, infatti, si cibano di frutta, semi, insetti, piccoli vertebrati, altri uccelli e anche mammiferi. Ebbene ciò si riflette sulla forma e sulle dimensioni del becco. Ad esempio, il becco è lungo nel tucano, così che possa raggiungere i rami distanti dagli alberi; è corto e robusto nel pappagallo, adatto a rompere i frutti ed i semi più duri; è uncinato nell’aquila per smembrare la preda; è lungo e affilato nel pellicano per favorire la cattura dei pesci.

Parrocchetto testa blu Pionus menstruus Z6134

Parrocchetto testa blu (Pionus menstruus) Z6134

Tutti gli Uccelli sono bipedi; le loro zampe poggiano sul suolo con le dita e mostrano caratteri particolari che le adattano alla funzione che sono chiamate a svolgere. Esse, infatti, a seconda dei casi, possono essere idonee a camminare, a mantenersi in equilibrio, a nuotare, a prendere il cibo e così via. Ad esempio, lo struzzo, che conduce vita terrestre, ha solo due grandi dita rivolte in avanti che conferiscono all’arto notevole presa e stabilità durante la corsa. Il pappagallo può salire con estrema facilità sugli alberi perché le sue zampe sono dotate di ottima presa in quanto due dita sono volte in avanti e due all’indietro, disposizione ottima per arrampicarsi sui rami. Il fenicottero ha zampe lunghe e dita palmate, cioè con una membrana di pelle tra le dita, che gli consentono di muoversi agevolmente nell’ambiente di palude in cui vive, senza pericolo di affondare.
Negli Uccelli, il tipo di vita aerea ha portato al potenziamento di alcuni organi di senso. Molti di essi si giovano di una vista eccellente, particolarmente utile nei predatori che sono in grado di seguire oggetti in movimento anche a grande distanza. Parimenti sviluppato è l’udito: l’orecchio, in molte specie, discrimina molti più suoni del nostro. Ciò si spiega se si tiene conto che richiami e canti esplicano un ruolo importante nella loro vita di relazione, come nella marcatura del territorio o nel corteggiamento. Un fine udito, poi, è indispensabile in alcune specie notturne perché consente loro di localizzare la preda.
Gli Uccelli sono a sessi separati;  i maschi hanno, in genere, piumaggio più colorato e vistoso della femmina, (dimorfismo sessuale) cosa che li aiuta nel corteggiamento e nell’allontanamento dei rivali. In molte specie, infatti, i maschi attirano la femmina  esibendo la loro livrea multicolore.

Fenicotteri (Phoenicopterus ruber)

Fenicotteri (Phoenicopterus ruber). Foto di Riccardo Giordano

Tutti gli Uccelli depongono uova covate, spesso, da entrambi i genitori, in nidi talora dalla forma complessa. Dopo la schiusa, uno o entrambi i genitori, si impegnano ad alimentare la prole  finché questa non diviene autosufficiente. Queste cure parentali hanno durata diversa a seconda della specie. I pulcini del pollo, del fagiano, dell’oca, della quaglia, ad esempio, divengono presto autosufficienti, anche se la madre li protegge nei primi periodi di vita e li aiuta a scegliere i cibi adatti e ad evitare i predatori. In altri casi, i pulcini necessitano di cure più lunghe prima di lasciare il nido.
Molte specie di Uccelli compiono tutto il loro ciclo vitale in ambienti diversi. Nel corso dell’anno, quando la disponibilità di cibo e il clima divengono poco favorevoli, essi migrano verso ambienti più adatti, dove trovano  nuove sorgenti di cibo e, spesso, posti idonei alla riproduzione. Queste migrazioni hanno da sempre affascinato l’uomo che le studia per scoprire come questi animali riescano ad orientarsi e, poi, a distanza di mesi, a ritrovare i luoghi di partenza.
Fino ad oggi sono state censite più di 9000 specie di Uccelli distribuiti in tutti gli ambienti del nostro Pianeta. Ma come si fa a stabilire che due Uccelli appartengono alla stessa specie? Ebbene, i metodi classici si basano sull’esame del maggior numero di caratteri esterni e anche comportamentali che, ovviamente, risulteranno molto simili in due individui della stessa specie. Esistono, però, anche metodi più moderni come lo studio del loro DNA che consente di stabilire in modo più attendibile somiglianze e differenze delle diverse specie.

Bibliografia:
BADINO G., MASUTTI L., LODI E., TORTONESE E., ANDREOLI R., TORCHIO M., BRUNO S., GUERRA M., CAGNOLARO L.,  2005. La Scienza. Il Regno Animale. Volume II, UTET Cultura, pp. 779.
BRICHETTI P., CAMBI D., 1981-82. Uccelli. Enciclopedia sistematica dell’avifauna italiana. Rizzoli, Milano, pp. 1440.
BRICHETTI P., DE FRANCESCHI P., BACCETTI N. (eds), 1992. Uccelli. Fauna d’Italia. Calderini, Bologna, pp. 964 pp.

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