Becco ed alimentazione

Parrocchetto testa blu (Pionus menstruus), Giardino Zoologico di Napoli, Z5689

Lorichetto arcobaleno (Trichoglossus haematodus)

Sebbene l’alimentazione degli uccelli vari con le stagioni, in base alla disponibilità delle risorse, è possibile distinguere uccelli predatori che mangiano altri animali vivi (la civetta mangia arvicole, topi, toporagni, passeri), uccelli vegetariani erbivori o granivori che mangiano foglie, erbe, semi, noccioli, frutta, legumi (lo struzzo, il fringuello), uccelli onnivori che utilizzano tutte le fonti di cibo prima citate ed uccelli necrofagi che si cibano di carcasse (avvoltoi).
Nel corso dell’evoluzione la selezione naturale ha favorito conformazioni del becco estremamente diverse da una specie di uccello all’altra, in relazione alle differenti diete. La presenza di un becco simile, però, non sempre è indicativa delle relazioni di parentela tra le specie; in alcuni casi, infatti, specie di Uccelli non affini, ma con uguali abitudini alimentari, hanno adottato becchi con struttura simile per un fenomeno di convergenza adattativa. È il caso dei rapaci notturi e diurni che, pur non essendo imparentati, mostrano entrambi becco adunco, atto a lacerare le carni. Al contrario, tutti i pappagalli (Psittaciformi) hanno becchi morfologicamente simili.
Dalla forma del becco di un uccello si può capire quale sia l’alimento di cui esso si nutre in prevalenza.
Gli Uccelli che si nutrono di insetti terrestri, come tordi, merli, hanno becco lungo e sottile, utilizzato come una pinzetta per prendere gli insetti  dalle fessure del legno e delle rocce. Le specie che si nutrono di larve di Insetti, come i picchi, hanno becco a forma di scalpello atto scavare nel legno degli alberi alla ricerca delle larve. Gli Uccelli che cacciano in volo gli Insetti hanno becco corto e largo, munito ai lati di setole che agiscono come una rete incrementando il raggio di cattura.
Le specie di Uccelli che si nutrono di semi, come i passeri e i canarini, hanno becco breve e robusto, adatto a rompere i duri tegumenti dei semi e ad estrarne il contenuto.

Merlo Turdus merula

Merlo Turdus merula, Napoli, Z5185

I rapaci diurni (Falconiformi ed Accipitridiformi), quelli notturni (Strigiformi) e le averle hanno becco ad uncino con bordi affilati che consente di uccidere rapidamente la preda e di lacerarne le carni.
Molti Uccelli, come i pellicani o gli aironi, hanno becchi lunghi che utilizzano come fiocine per pescare.
Altre specie di costumi acquatici, tra i quali gli Anseriformi, hanno il becco fornito di lamelle filtranti che lasciano passare l’acqua e trattengono i piccoli organismi.
I buceri (Bucerotiformi) e i tucani (Piciformi) presentano entrambi becchi molto grandi e lunghi, che consentono a questi Uccelli di raggiungere i frutti sui rami più sottili degli alberi.
Nei Còrvidi il becco è poco caratterizzato, potendosi cibare in maniera indifferente di vegetali, insetti o altri animali, adattandosi a vari ambienti.

Passero solitario Monticola solitarius, Napoli,  Z5170

Passero solitario Monticola solitarius, Napoli, Z5170

Ghiandaia comune (Garrulus glandarius), Napoli, Z5300

Ghiandaia comune (Garrulus glandarius), Napoli, Z5300

Bibliografia:
BOTTE V., SCILLITANI G., 1999. Il Museo Zoologico, in I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II, a cura di Arturo Fratta, Fridericiana Editrice Universitaria, pp. 141-183, Napoli.
GRASSI R., 1981. Uccelli. Enciclopedia sistematica dell’avifauna italiana. Rizzoli, Milano, pp. 1.440.

This entry was posted in Link. Bookmark the permalink. Both comments and trackbacks are currently closed.