Corvidi

Cornacchia grigia (Corvus corone cornix), Marano di Napoli, Z5323

Cornacchia grigia (Corvus corone cornix), Marano di Napoli, Z5323

La famiglia dei Corvidi comprende circa cento specie di Uccelli diffusi in quasi tutto il globo, tranne che nelle regioni polari e in alcune zone dell’Oceania. Essa annovera corvi, cornacchie, ghiandaie, gazze, nocciolaie e taccole.
Di dimensioni tra i 25 e i 65 cm circa, i Corvidi hanno colorazione del piumaggio differente nelle varie specie, ma generalmente senza dimorfismo sessuale. Onnivori, hanno becco particolarmente robusto, adatto ad afferrare e rompere il rivestimento di semi e frutti secchi, che rappresentano la componente principale della loro dieta. Le narici sono ricoperte di sottili penne modificate simili a peli, dette vibrisse, che contribuiscono a svolgere la funzione olfattiva.
Uccelli estremamente intelligenti e adattabili, spesso vivono in prossimità di insediamenti umani. Sebbene nella stagione riproduttiva manifestino un comportamento territoriale, negli altri periodi dell’anno sono generalmente gregari, formando stormi anche di migliaia di individui. Alcune specie compiono brevi migrazioni. I nidi vengono costruiti da entrambi i genitori su alberi alti, utilizzando ramoscelli e materiali morbidi e sottili. La cova delle uova è effettuata solo dalla femmina, mentre ad accudire i piccoli provvedono entrambi i genitori.
Al genere Corvus appartiene la taccola (Corvus monedola), un tempo frequente in Italia ed oggi in diminuzione, il corvo nero (Corvus frugilegus), la cornacchia (Corvus corone) ed il corvo imperiale (Corvus corax). Altri uccelli della famiglia sono le gazze; le nocciolaie, le ghiandaie ed i gracchi.
Tutti i Corvidi sono caratterizzati da voce aspra e roca, emessa generalmente in coro dal momento che  queste specie conducono una vita gregaria.
Questi Uccelli mostrano notevole capacità di apprendimento, memorizzando in modo straordinario differenti suoni (anche la voce umana nel cosiddetto “merlo indiano”) e ricordando in alcuni casi il punto in cui mesi e mesi prima avevano nascosto il cibo.

Bibliografia:
BADINO G., MASUTTI L., LODI E., TORTONESE E., ANDREOLI R., TORCHIO M., BRUNO S., GUERRA M., CAGNOLARO L.,  2005. La Scienza. Il Regno Animale. Volume II, UTET Cultura, pp.779.

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