Calcite

Cristallo scalenoedrico di calcite (3x5x5 cm) su cristalli di fluorite. Castleton, Derbyshire, Gran Bretagna. Grande Collezione, Real Museo Mineralogico, n. catalogo A1647.

Cristallo scalenoedrico di calcite (3x5x5 cm) su cristalli di fluorite. Castleton, Derbyshire, Gran Bretagna. Grande Collezione, Real Museo Mineralogico, n. catalogo A1647.

La calcite (CaCO3) è un minerale molto comune presente in numerose rocce dalle sedimentarie (costituente essenziale dei calcari) alle rocce metamorfiche (marmi e calcescisti) ad alcune rocce magmatiche come carbonatiti e foiatiti. Il suo nome deriva dal latino calx = calce, cristallizza nel sistema trigonale, presenta una perfetta sfaldatura romboedrica e in natura si rinviene in differenti forme cristalline. Comuni sono i cristalli romboedrici, scalenoedrici ed esagonali prismatici. In alcuni casi, la calcite, si può presentare in masse spatiche concrezionate, anche di notevoli dimensioni, globulari, fibrose, lamellari, stalattitiche. Quest’ultime si formano dallo stillicidio di acque ricche di bicarbonato di calcio che percolano in cavità o grotte e che, per la perdita di anidride carbonica, depositano il carbonato di calcio e danno luogo alla formazione di suggestive concrezioni. Il minerale puro è incolore e limpido, ma per lo più è biancastro o debolmente colorato per impurezze. Va ricordata la varietà limpida spato di Islanda rinvenuta per la prima volta nelle cavità di un basalto presso Eskefiord in Islanda e la varietà alabastro orientale o marmo - onice usato come materiale ornamentale che si rinviene in cave carsiche vicino Firenze. La varietà spato di Islanda per la particolare trasparenza e la potenza birifrattiva fu utilizzata per produrre, agli inizi dell’800, polarizzatori (prisma di Nicol) ampiamente utilizzati negli strumenti ottici. Industrialmente, la calcite è utilizzata per la produzione della calce e come componente di cementi. Il carbonato di calcio in condizioni di basse temperature ed alte pressioni, o per la presenza, nell’ambiente in cui cristallizza, di ioni a largo raggio come Sr e Ba, assume una simmetria cristallina rombica e prende il nome di aragonite. Il suo nome deriva dalla località Aragon (Spagna) dove nel 1797 fu scoperta per la prima volta da A.G. Werner. L’aragonite è il costituente principale di conchiglie e perle di molti organismi marini. In Italia si rinvengono depositi ad aragonite in Sicilia e in Val di Fassa, Trentino. Calcite e aragonite sono fasi polimorfe del carbonato di calcio. Il polimorfismo è quel fenomeno per cui un elemento o un composto chimico può cristallizzare in strutture diverse al variare delle condizioni chimico-fisiche del sistema.

Cristalli prismatici a base esagonale di calcite (7x6x7 cm). Andeasberg, Harz, Germania. Grande Collezione, Real Museo Mineralogico, n.catalogo 13547 E2086.

Cristalli prismatici a base esagonale di calcite (7x6x7 cm). Andeasberg, Harz, Germania. Grande Collezione, Real Museo Mineralogico, n.catalogo 13547 E2086.

Cristalli prismatici a base esagonale di aragonite (20x5x16 cm) in associazione con cristalli di zolfo. Andeasberg, Harz, Germania. Grande Collezione, Real Museo Mineralogico, n.catalogo 7815 C2439

Cristalli prismatici a base esagonale di aragonite (65x66 mm) in associazione con cristalli di zolfo. Cianciana, Sicilia, Italia. Grande Collezione, Real Museo Mineralogico, n.catalogo 7815 C2439. Dimensione reperto 65x66 cm.

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