Complesso vulcanico del Somma-Vesuvio

Il complesso vulcanico Somma-Vesuvio è sicuramente uno dei più conosciuti e studiati vulcani al mondo, sia per la violenza delle sue eruzioni che per gli interessanti prodotti vulcanici ad esse associati. Il Somma-Vesuvio è un centro eruttivo di età Quaternaria appartenente alla Provincia Comagmatica Romana (RCP), localizzato su una piattaforma carbonatica Meso-Cenozoica spessa diversi km. Strutturalmente il Vesuvio è uno strato-vulcano a recinto costituito dalla sovrapposizione di materiali e colate laviche. La parte più antica è rappresentata dallo strato-vulcano del Somma mentre la più recente è il Gran Cono del Vesuvio. Il Monte Somma rappresenta ciò che resta di un antico cono vulcanico alto oltre 2000 metri formatosi attraverso un’attività a bassa energia di tipo effusivo e debolmente esplosivo. La violenta eruzione del 79 d.C. che distrusse Pompei ed Ercolano, causò lo smantellamento di un fianco del vulcano. Un ulteriore smantellamento del settore nord orientale dell’edificio vulcanico si ebbe a seguito dell’eruzione del 472 d.C. In epoca medievale è andato formandosi, all’interno della caldera del Somma, il Gran Cono vesuviano. Il Monte Somma raggiunge attualmente la quota di 1.130 metri mentre il cono del Vesuvio è leggermente più alto (1.282 m. s.l.m.). Un avvallamento semicircolare, chiamato Valle del Gigante, che rappresenta parte dell’antica caldera, divide il Vesuvio dal Somma.
L’attività vulcanica dell’area vesuviana sembra risalga a 400.000 anni fa, età misurata con il metodo dell’Argon/Argon (Ar40/Ar39) su alcune lave trovate in perforazioni giunte a più di 1.000 metri di profondità. Questa antica attività è rimasta sepolta sotto una potente coltre di prodotti, derivanti da una attività di circa 39.000 anni fa di enormi proporzioni, nota con il nome di Ignimbrite Campana. I prodotti più antichi attribuibili all’attività vulcanica del complesso Somma-Vesuvio, sono le cosiddette “Pomici di Codola”, risalenti a circa 25.000 anni fa. Dopo questa prima consistente eruzione esplosiva e prima dell’eruzione pliniana del 79 d.C., ci fu un periodo caratterizzato da almeno 5 grandi eruzioni pliniane (cioè da eruzioni molto esplosive contraddistinte dalla formazione di una enorme colonna eruttiva), precedute da periodi di riposo che duravano anche migliaia di anni. L’attività vulcanica, nei secoli a venire, continuò all’interno dell’area calderizzata con modeste eruzioni effusive ed esplosive di bassa energia. Nel 472 d.C. ebbe luogo la settima eruzione pliniana che sconvolse nuovamente l’area vesuviana. In età medievale, fino al 1139, si susseguirono eruzioni effusive e esplosive di bassa energia che portarono alla formazione del Gran cono vesuviano. Seguì un lungo periodo di riposo fino al 15 dicembre del 1631 quando si verificò l’ultima grande eruzione esplosiva della storia del Somma-Vesuvio e, il Gran Cono, fu parzialmente distrutto. Successivamente a questa eruzione e, fino al 1944, l’attività vulcanica è continuata in maniera alterna con periodi di inattività seguiti regolarmente da eruzioni sia di tipo effusivo che esplosivo a bassa energia, i cui prodotti con il loro accumulo hanno ricostruito il Gran cono vesuviano.

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