Ferruccio Zambonini

Ferruccio Zambonini nacque a Roma nel 1890 ove si laureò in Scienze Naturali. Giunse a Napoli nel 1906 in quanto gli fu affidato l’incarico di coadiutore al Real Museo Mineralogico dell’Università di Napoli. Nel 1909, avendo vinto la cattedra di Mineralogia, si trasferì presso l’Università di Sassari. Nel 1926 ritornò a Napoli per ricoprire la cattedra di Chimica Generale della Regia Università di Napoli di cui fu Rettore dal 1923 al 1925 e dal 1930 al 1932.
Zambonini è universalmente considerato uno dei più grandi studiosi di mineralogia vesuviana ma si dedicò con passione anche allo studio cristallografico e chimico di minerali di altre località, sia italiane che straniere. Meritano di essere ricordati i suoi studi sulle zeoliti, minerali importanti per le loro applicazioni industriali e per la salvaguardia dell’ambiente. A lui si deve l’importante legge della cristallochimica nota come “regola di Zambonini”, secondo la quale la formazione dei cristalli misti è condizionata dal raggio degli ioni vicarianti, più che dalle loro proprietà chimiche.
Zambonini ebbe l’incarico di realizzare un’opera onnicomprensiva sulla mineralogia vesuviana per realizzare la quale raccolse tutti i dati esistenti, molti dei quali custoditi presso il Real Museo Mineralogico, controllandone personalmente la correttezza scientifica e integrandoli con dati inediti, ottenuti con i suoi studi. All’imponente trattato contribuirono diversi studiosi italiani e stranieri tra cui alcuni rappresentanti del British Museum of Natural Science e del Museo Mineralogico di Baviera. Pubblicata nel 1910, La Mineralogia Vesuviana è tuttora consultata ed apprezzata da coloro che si avvicinano al complesso mondo dei minerali vesuviani.

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