Ignimbrite Campana

L’Ignimbrite Campana è il prodotto della maggiore eruzione esplosiva avvenuta nell’area campana. Durante tale eruzione, risalente a circa 39.000 anni fa, furono emessi flussi piroclastici di cenere, pomici e scorie di composizione da trachitica a trachifonolitica che hanno ricoperto un’area di 7.000 km2. Secondo Di Girolamo (1970) e Barberi (1978) la zona di emissione del flusso è individuata in una frattura arcuata presente lungo la parte Nord dei Campi Flegrei e del Golfo di Napoli e ritengono che l’eruzione abbia provocato lo sprofondamento di un’ampia area che comprende i Campi Flegrei e parte del Golfo di Napoli. Secondo Rosi e Sbrana (1987), la frattura avrebbe una geometria anulare intorno ai soli Campi Flegrei e, dopo questa eruzione, si sarebbe formata la caldera flegrea. Lirer et al. (1987) e Scandone et al. (1991) collocano i centri eruttivi dell’Ignimbrite Campana lungo una frattura con direzione NE-SO passante per Napoli e delimitante a Nord la piana di Acerra, e ritengono che lo sprofondamento calderico sia avvenuto dopo l’eruzione del Tufo Giallo Napoletano.

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