Ematite

Ematite
Località di provenienza
: Complesso vulcanico Somma- Vesuvio, Napoli, Campania, Italia
Collezione:
Collezione Vesuviana
Dimensioni reperto:
11 x 6 x 11cm
Dimensioni cristalli:
10 mm
Classe:
ossidi
Sistema cristallino:
trigonale
N. Catalogo:
21013


Formula chimica: Fe2O3

Ematite, n.catalogo 21013

Ematite, n.catalogo 21013. Collezione Vesuviana.

Il reperto è una lava dell’eruzione del Vesuvio del 1872 con cristalli tabulari di ematite, un minerale abbastanza comune nelle rocce del Somma-Vesuvio. L’ematite del Somma-Vesuvio ha una genesi essenzialmente pneumatolitico-idrotermale, si presenta in cristalli tabulari con la tipica colorazione grigio acciaio e lucentezza metallica ma anche in lamine e incrostazioni in cristalli ottaedrici e in forme arborescenti. In alcuni proietti vulcanici dell’eruzione del Vesuvio del 1872 laminette di ematite, osservate in trasparenza, mostrano la tipica colorazione rosso cupo. L’ematite del Vesuvio fu descritta nel 1791 dal naturalista Giuseppe Gioeni (1747-1822) nel “Saggio di litologia vesuviana” e nel 1844 Teodoro Monticelli segnalò la presenza di ematite nel Fosso del Cancherone, una frattura radiale del Vesuvio.
L’ematite era ben nota fin dall’antichità infatti, si fa risalire la sua scoperta a Teofrasto filosofo greco (371-287 a.C). Il suo nome probabilmente deriva dal greco aima (sangue) perché, ridotto in polvere, assume un caratteristico colore rosso molto intenso. É il minerale di ferro più diffuso ed è stato usato fin dall’antichità per l’estrazione di questo importante metallo. In Italia sono famose le miniere di Rio Marina nell’isola d’Elba note sin dai tempi degli etruschi. L’ematite ha numerose varietà come l’ologisto che si presenta in grossi cristalli lucenti spesso in geodi. Altre varietà sono l’ematite micacea che è la più diffusa nei giacimenti e si presenta in sottilissimi cristalli spesso aggregati nelle cosiddette rose di ferro; l’ematite fibrosa in cristalli allungati spesso riuniti in associazione parallela o raggiata; l’ocra rossa è una varietà microcristallina pulverulenta che deriva da processi di alterazione superficiale dell’ematite e successivamente concentrata localmente dalle acque piovane.

Lamine di ematite del Vesuvio. n.catalogo A806, Collezione Vesuviana Reperto sx (5x4x0.2cm ); reperto dx (4x3x0.4cm )

Lamine di ematite del Vesuvio. n.catalogo A806, Collezione Vesuviana. Reperto sx (5x4x0.2cm); reperto dx (4x3x0.4cm)

Associazione di cristalli lamellari di ematite (12x8x18mm). Monte Somma, n.catalogo 11905 E444. Collezione Vesuviana

Associazione di cristalli lamellari di ematite (12x8x18mm). Monte Somma, n.catalogo 11905 E444. Collezione Vesuviana

Cristalli di ematite varietà ologisto, Isola d’Elba, Toscana, Italia, n.catalogo 11916 E455. Grande Collezione, Real Museo Mineralogico.

Cristalli di ematite (60x16 mm) varietà ologisto, Isola d’Elba, Toscana, Italia, n.catalogo 11916 E455. Grande Collezione, Real Museo Mineralogico. Dimensioni reperto (67x7x3 cm)

Bibliografia:

GIOENI G., 1791. Saggio di litologia vesuviana.
MENDITTI I., PETTI C., 2001. Un museo scomparso: il Museo Monticelli. Boll. Soc. Natur. Napoli Nuova serie 1: 143-155.

MONTICELLI T., 1844a. Storia e giacitura del ferro del Cancherone. Atti della Reale Accademia delle Scienze di Napoli, 5(2),57-61.
MONTICELLI T., 1844b. Morfologia del ferro del Cancherone. Atti della Reale Accademia delle Scienze di Napoli, 5(2), 75-78.

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